Trionfo Teramo a Spicchi Roseto costretto alla resa

Il presidente Nardi raggiante: «Una grande partita, bello il pubblico sugli spalti» Nikolic e Ruggiero i migliori tra i biancazzuri. Trullo: «Possiamo fare molto di più»
TERAMO. 5.292 giorni dopo l’esito è diverso. Se il 15 aprile 2006, ad imporsi, sempre sul parquet del PalaScapriano, era stato il Roseto, questa volta a braccia levate al suono della sirena finale, è andata la squadra del Rennova Teramo a Spicchi. Quattordici anni dopo il derby è tornato anche se senza mettere i due punti in palio per il campionato ma solo per il girone N di Supercoppa. Ma sul successo dei biancorossi nulla da dire perché i ragazzi di coach Simone Stirpe hanno interpretato, sin dall’avvio, molto bene la gara. Capitan Serroni & compagni sono sembrati decisamente più in palla rispetto ai biancazzurri. E questo è un fattore che ci può stare considerando che all’avvio del campionato manca ancora un mese e i cugini rosetani non devono essere preoccupati più di tanto. Ma vincere un derby fa sempre un certo effetto e farlo alla prima gara ufficiale della storia in serie B, per la società aprutina, è la classica ciliegina sulla torta di un’estate che difficilmente sarà dimenticata.
«Una bellissima vittoria, un esordio fantastico per noi che ci affacciavamo per la prima volta in B», le parole di un raggiante presidente Fabio Nardi, «i ragazzi hanno giocato una grandissima partita e mi è piaciuta l’interpretazione che hanno dato al confronto. A rendere ancora più bella la giornata il pubblico sugli spalti che ha risposto al nostro appello dopo che abbiamo lavorato tanto, nelle ultime settimane, per aprire l’impianto ai tifosi». La differenza, statistiche alla mano, potrebbe anche stare nella percentuale nel tiro da tre punti (12/29 per Teramo, 7/18 per Roseto) perché il solco del secondo e di metà terzo quarto è arrivato proprio da lì a favore di Teramo che ha avuto sempre e comunque il controllo della gara. Con i padroni di casa che hanno messo in bella mostra un trio dall’arco mortifero come Serroni, Rossi e Di Bonaventura ma non va dimenticata la prova autoritaria, sotto canestro, di Tiberti. In realtà i biancorossi hanno giocato meglio, facendo circolare bene la palla e trovando soluzioni ideali per andare a canestro strappando applausi convinti al pubblico. Con grande cattiveria, agonistica, in difesa: basti pensare che a cinque minuti dalla fine il punteggio era 67-47. Poi migliorato, per Roseto, grazie ad un super finale da parte di un Amoroso non ancora al meglio della condizione. «Una nostra vittoria con una super difesa mi rende ancora più felice», le parole di coach Simone Stirpe, «i ragazzi hanno fatto quello che avevamo preparato, c’erano diversi teramani in campo che hanno sentito l’importanza della gara e l’hanno trasmessa anche ai nuovi. C’è tanto da migliorare ma vincere un derby, seppur di Coppa, è sempre una bella soddisfazione».
Nel Roseto, senza Lucarelli infortunato, ha brillato particolarmente Nikolic seguito a ruota da Ruggiero, da rivedere gli altri ma il tempo per migliorare c’è ed infatti la sconfitta non preoccupa coach Tony Trullo.
«Oltre che in attacco abbiamo fatto fatica anche in difesa. Ero certo che eravamo un po’ indietro per quel che riguarda la forma. Ma possiamo fare meglio, non dimentichiamo che questo è solo precampionato. Abbiamo disputato una sola amichevole, contro Pescara, per giunta senza 4 giocatori. C’è ora questo mese da qui al campionato che ci dovrà servire per diventare squadra, il nostro obiettivo non è vincere il campionato ma cercare di fare i play off nel miglior modo possibile».
Matteo Falzon
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