TRIS DI VITTORIE COME RAMPA DI LANCIO

30 Aprile 2015

Un anno fa, di questi tempi, al Pescara, che pure era partito con grandi ambizioni e smisurate aspettative (in estate c'era stata la corsa agli abbonamenti) restava un solo obiettivo: quello di...

Un anno fa, di questi tempi, al Pescara, che pure era partito con grandi ambizioni e smisurate aspettative (in estate c'era stata la corsa agli abbonamenti) restava un solo obiettivo: quello di conquistare in fretta almeno un punto per non finire in mezzo a guai che nessuno aveva previsto. Ci riuscì, appunto alla quartultima di campionato pareggiando all'Adriatico contro il Lanciano di Baroni. Al conteggio finale 52 punti, più o meno una miseria, mentre i biancazzurri di oggi sono a quota 57, con un posto importante in zona play off e con la concreta possibilità di guadagnarsi in quattro mosse l'extratime della stagione che può valere la serie A.

Ci sta che possano farcela, a patto però che in questo gran finale riescano a rendere al massimo delle loro possibilità, che certo non sono poche e che per la verità sono rimaste fin troppo nascoste nelle ultime felici e fortunate uscite.

Tre vittorie consecutive con due tiri e un passaggio sbagliato (quello di Caprari, appunto, che in pratica ha messo in ginocchio la Pro Vercelli), un ruolino di marcia e un atteggiamento che riportano alla mente lo straordinario filotto che, alla fine dell'andata della passata stagione, portò il Pescara di Marino quasi al vertice del campionato.

Un pareggio e 7 vittorie, le ultime tre tutte per 1 a 0, senza mai brillare ma ottenendo sempre il massimo con un tiro in porta e qualche prodezza del portiere Belardi. Non poteva durare e, difatti, non durò, d'obbligo sperare e credere che il Pescara di oggi sia fatto di altra pasta e che sia dunque in grado di giocarsi le sue chances in maniera più concreta di quanto non seppe fare la squadra di Marino.

Le tre vittorie consecutive in affanno, per capirci, devono essere la rampa di lancio per ritrovare il volto migliore, più volte mostrato anche in questo campionato portato avanti in continua altalena.

Quello di Brescia, di Crotone, della gara interna col Frosinone, soprattutto di Carpi, in quella sfida senza complessi giocata alla grande contro la squadra che stava dominando il campionato e che oggi, a quattro turni dalla conclusione, ha già fatto festa per la promozione, strameritata, in serie A. E' quello il Pescara che serve per recitare fino in fondo un ruolo da protagonista, tanto più che ora dovrebbe avere anche qualche certezza in più grazie a una solidità difensiva mai avuta in precedenza, a recuperi e innesti importanti (Brugman, Selasi, lo stesso Pucino) e trovando magari anche il coraggio di far fronte a una eventuale emergenza con qualche giovane della Primavera (Torreira in primis, come ha lasciato intendere lo stesso Baroni.

E un ruolo importante in questa fase lo può recitare anche il pubblico. Non serve l'appello ai quindici - ventimila che difficilmente vedremo, basta invece che chi va allo stadio si comporti come i tifosi della Curva Nord, provando cioè a far sentire il suo calore e il suo appoggio alla squadra soprattutto quando è in difficoltà.

E del suo pubblico credo che abbia bisogno in questo momento anche il Lanciano. Primo obiettivo quello di dimenticare la delusione e i veleni del derby. Quello dei rossoneri resta un campionato eccellente, d'obbligo portarlo avanti con lo spirito e la forza che hanno caratterizzato l'intera stagione. Un bel finale vale molto più di inutili rimpianti.

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