Tris Pescara, Zeman gode: torna da solo al terzo posto

Dopo lo scivolone di Messina i biancazzurri si riscattano e battono la Turris
pescara3
turris1
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Crescenzi 7, Brosco 6, Mesik 6, Milani 7; Rafia 7.5, Palmiero 7 (35’ st Mora 6), Kraja 7 (25’ st Aloi 6); Merola 6.5 (33’ st Cuppone 6), Lescano 6 (27’ st Vergani 6.5), Kolaj 7 (27’ st Desogus 5.5). A disposizione: Sommariva, D’Aniello, Delle Monache, Boben, Pellacani, Ingrosso, Gozzi, Germinario. Allenatore: Zeman.
TURRIS (3-4-3): Fasolino 6; Miceli 5.5, Boccia 5.5 (26’ st Ercolano 6), Frascatore 6; Vitiello 5.5 (26’ st Giannone 5.5), Franco 5, Zampa 5, Rizzo 5.5 (33’ st Schirò sv); Guida 5.5, Maniero 6 (27’ st Longo 5.5), Leonetti sv (9’ pt Haoudi 5.5). A disposizione: Antolini, Perina, Di Nunzio, Taugourdeau, Finardi, Maldonado, Acquadro, Contessa, Di Franco. Allenatore: Fontana
Arbitro: Delrio di Reggio Emilia
Reti: 9’ st Merola, 16’ st Kolaj, 32’ st Vergani, 34’ st Frascatore
Note: pomeriggio primaverile. Spettatori: 3.054, di cui 171 ospiti. Ammoniti: Rizzo, Kraja, Palmiero, Miceli, Frascatore, Mora. Angoli: 8-4. Recupero: 2’; 4’.
PESCARA
Finalmente il Pescara di Zeman. I biancazzurri battono 3-1 la Turris e tornano da soli al terzo posto con due lunghezze di vantaggio sul Picerno. In campo si sono viste le tanto attese giocate con il marchio di fabbrica del tecnico boemo e la chiave tecnica di questo Pescara convincente è nei movimenti dei terzini interpretati secondo il pensiero di Zeman. Cosa possa fare Rafia in C nessuno lo sa, ma intanto il Pescara se lo gode e se lo coccola. L’ex Juventus regala due assist perfetti a Merola e Vergani, manda spesso gli avversari a respirare il profumo dell’erba dell’Adriatico e crea sempre situazioni offensive interessanti. Zeman come sempre sorprende tutti con le scelte iniziali. Undici titolare sempre più ad immagine e somiglianza del pensiero del ds Delli Carri e che sta valorizzando tanto le scelte di mercato del dirigente biancazzurro. Da Mesik a Rafia, da Merola a Kolaj passando per la crescita di Milani: tante belle risposte accolte con entusiasmo. A centrocampo riposo per Mora, Kraja recuperato e subito titolare ma da mezzala con Palmiero direttore d’orchestra e Rafia libero di disegnare calcio. Prima della partita il tecnico ospite si alza dalla sua panchina, va a stringere la mano al collega e poi resta qualche secondo a scambiare battute.
Cosa si sono detti? Fontana ha scritto un libro sul boemo e non poteva certo farsi sfuggire l’occasione per parlarne di persona con Zeman. L’inizio del match è equilibrato, la Turris perde subito Leonetti per un brutto infortunio e piano piano il Pescara diventa dominante.
Kolaj prima sciupa una palla gol invitante poi decide di regalare assist a Merola, ma l’ex Foggia calcia alto da due passi (33’). I due allora ci riprovano prima dell’intervallo e questa volta Merola di testa fa la cosa giusta. Fasolino salva il risultato. Zeman può essere contento all’intervallo, manca solo il gol ma quanti brividi ad inizio ripresa. Mesik sbaglia un intervento, cross dalla destra e Maniero è perfetto nell’anticipare Brosco di testa. O quasi perché la palla sfiora il palo. Per Maniero ci sarà anche la standing ovation. Ma gli applausi grandi ora sono per il Pescara perché Rafia è “on fire” e ipnotizza tre avversari prima di regalare a Merola il suo primo cioccolatino di giornata. L’attaccante biancazzurro deve solo spingere in rete( 9’).
Il raddoppio arriva dopo pochi minuti: Palmiero illumina, Kolaj controlla e di destro trova l’angolino basso(15’). Rafia nel suo zainetto ha un altro cioccolatino da regalare ed è per il buon Vergani che fa come Merola: si limita a spingere il pallone in rete per il tris (32’). Frascatore di testa (34’) gela Plizzari ma il Pescara non rischierà più nulla. Al triplice fischio arrivano finalmente gli applausi e all’orizzonte una sfida con tanto fascino. Domenica c’è la trasferta a Catanzaro: ci sarà una città in festa per la B conquistata ieri (chapeau al tecnico di Ari, Vincenzo Vivarini), ma guai ad aspettarsi regali.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
turris1
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6.5; Crescenzi 7, Brosco 6, Mesik 6, Milani 7; Rafia 7.5, Palmiero 7 (35’ st Mora 6), Kraja 7 (25’ st Aloi 6); Merola 6.5 (33’ st Cuppone 6), Lescano 6 (27’ st Vergani 6.5), Kolaj 7 (27’ st Desogus 5.5). A disposizione: Sommariva, D’Aniello, Delle Monache, Boben, Pellacani, Ingrosso, Gozzi, Germinario. Allenatore: Zeman.
TURRIS (3-4-3): Fasolino 6; Miceli 5.5, Boccia 5.5 (26’ st Ercolano 6), Frascatore 6; Vitiello 5.5 (26’ st Giannone 5.5), Franco 5, Zampa 5, Rizzo 5.5 (33’ st Schirò sv); Guida 5.5, Maniero 6 (27’ st Longo 5.5), Leonetti sv (9’ pt Haoudi 5.5). A disposizione: Antolini, Perina, Di Nunzio, Taugourdeau, Finardi, Maldonado, Acquadro, Contessa, Di Franco. Allenatore: Fontana
Arbitro: Delrio di Reggio Emilia
Reti: 9’ st Merola, 16’ st Kolaj, 32’ st Vergani, 34’ st Frascatore
Note: pomeriggio primaverile. Spettatori: 3.054, di cui 171 ospiti. Ammoniti: Rizzo, Kraja, Palmiero, Miceli, Frascatore, Mora. Angoli: 8-4. Recupero: 2’; 4’.
PESCARA
Finalmente il Pescara di Zeman. I biancazzurri battono 3-1 la Turris e tornano da soli al terzo posto con due lunghezze di vantaggio sul Picerno. In campo si sono viste le tanto attese giocate con il marchio di fabbrica del tecnico boemo e la chiave tecnica di questo Pescara convincente è nei movimenti dei terzini interpretati secondo il pensiero di Zeman. Cosa possa fare Rafia in C nessuno lo sa, ma intanto il Pescara se lo gode e se lo coccola. L’ex Juventus regala due assist perfetti a Merola e Vergani, manda spesso gli avversari a respirare il profumo dell’erba dell’Adriatico e crea sempre situazioni offensive interessanti. Zeman come sempre sorprende tutti con le scelte iniziali. Undici titolare sempre più ad immagine e somiglianza del pensiero del ds Delli Carri e che sta valorizzando tanto le scelte di mercato del dirigente biancazzurro. Da Mesik a Rafia, da Merola a Kolaj passando per la crescita di Milani: tante belle risposte accolte con entusiasmo. A centrocampo riposo per Mora, Kraja recuperato e subito titolare ma da mezzala con Palmiero direttore d’orchestra e Rafia libero di disegnare calcio. Prima della partita il tecnico ospite si alza dalla sua panchina, va a stringere la mano al collega e poi resta qualche secondo a scambiare battute.
Cosa si sono detti? Fontana ha scritto un libro sul boemo e non poteva certo farsi sfuggire l’occasione per parlarne di persona con Zeman. L’inizio del match è equilibrato, la Turris perde subito Leonetti per un brutto infortunio e piano piano il Pescara diventa dominante.
Kolaj prima sciupa una palla gol invitante poi decide di regalare assist a Merola, ma l’ex Foggia calcia alto da due passi (33’). I due allora ci riprovano prima dell’intervallo e questa volta Merola di testa fa la cosa giusta. Fasolino salva il risultato. Zeman può essere contento all’intervallo, manca solo il gol ma quanti brividi ad inizio ripresa. Mesik sbaglia un intervento, cross dalla destra e Maniero è perfetto nell’anticipare Brosco di testa. O quasi perché la palla sfiora il palo. Per Maniero ci sarà anche la standing ovation. Ma gli applausi grandi ora sono per il Pescara perché Rafia è “on fire” e ipnotizza tre avversari prima di regalare a Merola il suo primo cioccolatino di giornata. L’attaccante biancazzurro deve solo spingere in rete( 9’).
Il raddoppio arriva dopo pochi minuti: Palmiero illumina, Kolaj controlla e di destro trova l’angolino basso(15’). Rafia nel suo zainetto ha un altro cioccolatino da regalare ed è per il buon Vergani che fa come Merola: si limita a spingere il pallone in rete per il tris (32’). Frascatore di testa (34’) gela Plizzari ma il Pescara non rischierà più nulla. Al triplice fischio arrivano finalmente gli applausi e all’orizzonte una sfida con tanto fascino. Domenica c’è la trasferta a Catanzaro: ci sarà una città in festa per la B conquistata ieri (chapeau al tecnico di Ari, Vincenzo Vivarini), ma guai ad aspettarsi regali.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

