Troest, le ragioni dell’addio al Lanciano «Scelta personale»

2 Dicembre 2015

Il danese del Novara rivive i due anni in rossonero: «Decisione mia, sono andato via con molto dispiacere»

LANCIANO. «È stata una scelta mia. È stata difficile e sofferta perché l’esperienza di Lanciano è stata estremamente positiva. Ma mi si è presentata l’occasione di tornare al nord, in una società importante, e ho deciso di coglierla». Hanno atteso 4 mesi i tifosi rossoneri per conoscere le motivazioni che hanno spinto l’ex gigante della difesa rossonera, Magnus Troest, a dire addio alla Virtus prima della scadenza del contratto, prevista nel giugno 2016, dopo due anni vissuti da protagonista.

La sua cessione, in estate, aveva fatto insorgere i tifosi, lasciato di stucco mister Roberto D’Aversa e anche il vicepresidente Guglielmo Maio. Fu Maio, per placare l’ira dei tifosi, a spiegare che «era stato lo stesso Troest a voler andare via. Alla mia domanda: “posso fare qualcosa per trattenerti?”», raccontò il vicepresidente, «Troest ha risposto: “No, ho deciso di andare via». Una scelta presa essenzialmente per tornare nel nord del Paese, lui che è arrivato in Italia nel 2008 via Parma e ha giocato anche a Varese e Bergamo. Città che, disse in un’intervista al Centro rilasciata nel marzo scorso, gli permettevano di prendere più agevolmente l’aereo per tornare in Danimarca.

Ad ogni modo a Novara il difensore ha ritrovato altri due ex rossoneri, mister Marco Baroni e il centrocampista Federico Casarini. Che sia stata la presenza di Baroni a incidere sulla sua scelta di andare via? «Mi ha fatto piacere ritrovare il mister», ha risposto il difensore danese, «ed è chiaro che è più facile lavorare con colleghi e allenatori che si conoscono. Certo, a Lanciano sono stato bene (79 gare e 3 gol, ndc), ho trascorso due anni bellissimi e mi è dispiaciuto andare via. Infatti, conserverò sempre un ottimo ricordo delle stagioni trascorse in rossonero. Soprattutto della prima stagione con i play off sfiorati, che avrebbero coronato un grande campionato. Ho un ricordo indelebile di quella stagione (dove c’erano appunto anche Baroni e Casarini, ndc), una fortuna giocare in un gruppo così straordinario».

Un gruppo e una squadra che quest’anno incontra difficoltà in campionato.

La Virtus viaggia nei bassifondi della classifica pur giocando un buon calcio. «Sinceramente non mi aspettavo di trovarla così in basso», ha detto Troest, «e sono convinto che non sia questa la posizione che spetta alla Virtus. Tuttavia la società è solida, il mister preparato e il gruppo ha le risorse morali per riscattarsi e fare bene anche quest’anno».

Che partita sarà Novara-Lanciano? «Combattuta», ha risposto deciso, «noi stiamo vivendo un buon momento, ma la Virtus viene da una vittoria ed è a caccia del primo successo in trasferta, per cui dovremo prestare la massima attenzione».

Gara combattuta al Piola dove la Virtus ha bei ricordi visto che nel primo anno di B vi ottenne la salvezza all’ultima giornata di campionato, con un pareggio, mentre nell’anno di Baroni vinse 3-0 con gol proprio di Troest, Minotti e Turchi nel giorno in cui il Novara ricordava i 100 anni della nascita di Piola. Campionato dunque in salita per la Virtus che andrà a Novara per vincere e muovere la classifica. Per quanto riguarda, invece, il campionato, per Troest la promozione sarà una questione tra Cagliari, Crotone, Cesena, Pescara e Bari: «Organici importanti e ben costruiti».

Mentre per la salvezza non ci saranno problemi per la Virtus. «Il Lanciano si salverà», ha chiuso il difensore, «ne sono convinto».

Teresa Di Rocco

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