«Trofeo delle Regioni, occasione per l’Abruzzo»

2 Gennaio 2018

Di Camillo (Fipav): «A fine giugno grande sforzo organizzativo»

PESCARA. La pallavolo è un movimento che ha bisogno di crescere, specialmente in Abruzzo. Sono circa 100 le società nella nostra regione che hanno affidato questa mission al comitato regionale presieduto da Fabio Di Camillo, pescarese originario di Collevorvino. Lui stesso ha ammesso che c’è un gap da colmare nel corso di una diretta Facebook, ancora disponibile sul sito del Centro. L’aspetta un lavoro non facile, soprattutto alla base del movimento. La Sieco Ortona (A2), nel settore maschile, e l’Altino (B1), in quello femminile sono le punte di diamante, di una galassia con i piedi di argilla.
Di Camillo, qual è lo stato di salute della pallavolo abruzzese?
«Abbiamo bisogno di compiere un salto di qualità. Ovvero di rendere più competitivi i nostri campionati - mi riferisco a quelli di C e D - in modo tale da far crescere anche i nostri giovani. C’è la necessità di far lievitare il livello tecnico, anche attraverso la qualificazione dei nostri allenatori. Ce ne sono circa 400 in Abruzzo, ma in realtà ne lavorano molti di meno. Dobbiamo lavorare sulla qualità oltre che sui numeri».
La Sieco Impavida è l’unica formazione di serie A2.
«Ortona è un modello organizzativo, la famiglia Lanci ha messo in piedi una struttura da apprezzare. Un esempio per tutti. In questo momento la prima squadra sta incontrando delle difficoltà, i troppi infortuni stanno penalizzando la Sieco, ma la società è forte ed è un’eccellenza del movimento».
In campo femminile c’è Altino.
«Mi hanno invitato alla cena di Natale e ho avuto modo di toccare con mano un bel gruppo. Ci sono un paio di elementi locali e altri da fuori, comunque il primo posto in classifica in serie B1 è il risultato di un lavoro che il presidente Papa porta avanti da tempo e cresce di anno in anno. C’è la possibilità di chiudere in testa il girone di andata e di conseguenza disputare la final four di coppa Italia che si potrebbe giocare anche in Abruzzo. Sarebbe un bel riconoscimento».
Altino in A2?
«Non se ne parla per scaramanzia, ma la classifica è lì che alimenta i sogni di gloria. Certo, una volta arrivati in A2 il palasport di Altino non sarebbe più omologato. Chissà, si potrebbe giocare altrove…».
E le altre?
«Mi piace l’Antoniana, in B2, che ha riportato un buon pubblico sugli spalti e sta lavorando su ragazze del settore giovanile, facendole crescere».
Il 2017 ha portato un riconoscimento per il settore arbitrale.
«Certo, Dell’Orso di Montesilvano è una nostra eccellenza, ne avevamo bisogno, perché dopo l’abbandono di Ippoliti di Pescaa non avevamo più nessuno, se non un abruzzese acquisito, Somanzini di Teramo».
Rinverdire i vecchi fasti della serie A1 è impossibile?
«Non lo so, ma i tempi sono cambiati. I grandi sponsor chiedono visibilità. Chiedono un prodotto che possa dare un ritorno di immagine. Anche in questo caso bisogna crescere, non solo in campo, ma anche a livello dirigenziale».
Il 2018 del volley abruzzese sarà caratterizzato dal trofeo delle Regioni.
«E’ la più importante manifestazione a livello under 15 e 16 e per la prima volta si disputerà in Abruzzo, a fine giugno, grazie al supporto della Regione e del suo assessore allo sport, Silvio Paolucci. Porteremo il meglio della pallavolo che verrà. Gli arrivi saranno concentrati nella zona dei Grandi Alberghi, a Montesilvano. Una sorta di villaggio olimpico. Le gare si disputeranno su otto campi e copriremo tre province. Si giocherà a Pineto, due a Montesilvano, due a Pescara, due a Chieti, Francavilla e, probabilmente, anche a Ortona. Tre partite al mattino e altrettante al pomeriggio. Uno sforzo organizzativo non da poco. La finale al PalaTricalle di Chieti. La manifestazione si svolgerà dal 25 al 30 giugno. La cerimonia di apertura si svolgerà lungo corso Umberto con arrivo allo Stadio del Mare. Si muoveranno un migliaio di persone, tra ragazzi, dirigenti, allenatori e arbitri. Vogliamo fare bella figura a livello organizzativo, ma non solo. A livello tecnico abbiamo margini di miglioramento e vogliamo sfruttarli in questo periodo che ci separa all’appuntamento implementando l’attività del Cqr (centro di qualificazione regionale)».
Quando tornerà la Nazionale in Abruzzo?
«Il problema di fondo è quello degli impianti. Non ce n’è uno omologato per gli impegni internazionale. Servono determinati standard, tra cui quello dei 5.000 posti a sedere. E questo è un handicap. Stiamo lavorando per ottenere qualche amichevole, forse delle ragazze. Vedremo…».
A proposito, la situazione degli impianti?
«Soffriamo, siamo costretti a dare le deroghe per giocare in alcune palestre. Certo, se vai a vedere la situazione al nord ti rendi conto del gap esistente. Ma questo è un problema che passa sopra la nostra testa. Riguarda un problema più in generale, dell’impiantistica nello sport nella nostra regione».
Solo trofeo delle Regioni nel 2018?
«Campania, Puglia, Sicilia, Calabria, Lucania organizzano il Torneo dei 3 Mari in preparazione del torneo delle regioni. L’anno scorso siamo stati invitati anche noi dell’Abruzzo e ora potremmo rifarla a Vasto verso marzo-aprile».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA