Troppi calciatori, ora il Pescara deve vendere

L’esercito dei 40 calciatori diventa un rebus: le cessioni sono la priorità e il club deve fare in fretta per alleggerire la rosa
PESCARA. A pochi giorni dalla chiusura delle trattative c’è ancora tanto lavoro da fare. In particolare, i dirigenti biancazzurri dovranno risolvere due situazioni intricate. Una riguarda il reperimento dell’attaccante, l’altra mira a snellire una rosa che al momento conta circa 40 calciatori. Per la prima missione bisognerà attendere almeno fino a lunedì, giorno in cui l’Atalanta prenderà una decisione su Richmond Boakye che continua ad essere corteggiato dal Roda. Ieri il ds orobico Giovanni Sartori ha definito insufficiente l’offerta del Roda (club olandese) che però pare intenzionato ad alzare la posta.
Allo stesso tempo, Sartori ha confermato che per il giovane talento ghanese Pescara sarebbe la piazza ideale per rilanciarsi. Eventuali altri movimenti last-minute sono da considerarsi delle semplici rifiniture. A meno che l’Empoli non decida di dare l’assalto a Ledian Memushaj che, in caso di partenza, dovrebbe essere sostituito dallo juventino Marcel Buchel.
In ogni caso, la voce “acquisti” del Delfino è prossima alla chiusura definitiva, a differenza di quella delle “uscite”. In questo capitolo con ogni probabilità assisteremo ad una netta sforbiciata per consentire a Massimo Oddo di lavorare con tranquillità.
L’allenatore preferirebbe avere a disposizione non più di 26 calciatori e per esaudire il suo desiderio si dovrebbero concretizzare più di 10 cessioni. Difficilmente andrà in porto un numero così alto di movimenti, ma l’obiettivo resta quello di abbassare sensibilmente il numero dei giocatori.
Ovviamente la società dovrà fare uno sforzo di non poco conto per convincere alcuni elementi ad accettare altre destinazioni. Attraverso incentivi economici i dirigenti cercheranno di risolvere i casi più spinosi, ossia quelli che coinvolgono i cosiddetti esuberi.
Ad esempio i difensori Fabrizio Grillo, Emanuele Pesoli e il centrocampista Matti Lund Nielsen. Contestualmente si farà tutto il possibile per contenere le spese relative agli ingaggi. Allo stato attuale l’incidenza sulle casse del club è di poco superiore ai 5 milioni di euro lordi, ma dopo la fine del calciomercato potrebbe anche toccare la quota raggiunta nella passata stagione. L’anno scorso, infatti, per tentare la scalata alla serie A il Pescara spese oltre 7 milioni per gli stipendi di giocatori e staff tecnico, compresi gli emolumenti dovuti a Pasquale Marino e ai suoi collaboratori prima del passaggio al Vicenza.
La costruzione di un organico di serie B deve tenere conto di alcuni parametri. Sono tre le liste da comporre. Nella prima c’è l’obbligo di tesserare non più di 18 giocatori nati prima del 1 gennaio 1994. Nella seconda si possono inserire due calciatori “bandiera”, cioè atleti che abbiano militato per almeno 4 anni nel club di appartenenza conteggiando anche il periodo trascorso nel settore giovanile. Infine, il terzo elenco include gli under 21 (nati dopo il 1 gennaio 1994) per i quali c’è la possibilità di ingaggiarli in numero illimitato. Tali norme fanno parte del progetto avviato tempo fa dalla Lega B che prevede il ringiovanimento degli organici, il rispetto del tetto salariale (150mila euro lordi di parte fissa massima, più la parte variabile legati ad obiettivi che può arrivare allo stesso importo) e un format a 20 squadre. Ma per quest’ultima disposizione si è verificato l’ennesimo rinvio.
Giovanni Tontodonati
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