«Troppi gol subiti, per la B serve una svolta»

Allenatori, ds ed ex calciatori analizzano il momento negativo del Pescara: «Quella di Siena può essere la gara verità»
PESCARA. Sesto posto a -8 dalla capolista Reggiana. Dopo dieci partite il campionato del Pescara è già in salita, eppure le premesse erano state incoraggianti. In testa da solo fino alla quarta giornata, poi insieme ad altre squadre, fino alla progressiva discesa. Allenatori e dirigenti, interpellati dal Centro, pensano che la mancanza di equilibrio e le criticità a centrocampo siano i problemi principali dei biancazzurri che domani (ore 17,30) proveranno a rialzarsi a Siena.
Fabio Lupo (direttore sportivo). «Il bilancio non è negativo, ma poteva essere migliore», le parole dell'ex ds dell'Ascoli. «La distanza di 8 punti dalla Reggiana non è incolmabile, ma il Pescara incassa troppi gol. C'è un problema di equilibrio, il centrocampo non ha capacità di interdizione. Pompetti e Memushaj sono ottimi giocatori, però in fase difensiva fanno fatica. Espongono la difesa a fronteggiare sempre situazioni di pericolo. In realtà il reparto è un po' corto, anche se la rosa è buona e il Delfino può giocarsi il primo posto con Reggiana e Modena».
Andrea Camplone (allenatore). Il tecnico pescarese punta l'indice sui gol subiti (16). «La Reggiana ne ha presi 4, purtroppo, per ora il Delfino non ha la solidità necessaria per vincere il campionato e non mi sembra mentalmente pronto per stare in testa. Ci sono avversari che hanno già la giusta quadratura, ma il calcio è bello perché le cose possono cambiare rapidamente. Il centrocampo è troppo 'leggero'. Nel 3-4-3 un mediano deve saper impostare e l'altro deve essere abile nel recupero del pallone. Auteri ha vinto tanto, saprà come superare questa situazione. La rimonta non è impossibile». Ivo Iaconi (allenatore). «In questa fase la squadra non ha equilibrio, se si prendono 2 gol a partita è impossibile vincere il campionato. La priorità è essere più compatti. In fase offensiva il Pescara funziona, ma quando perde palla si espone troppo alle ripartenze. Credo nel valore di Auteri, penso che riuscirà a risolvere le criticità. Il gap dalla Reggiana si può recuperare, nel 1998-89 a Fermo vinsi il campionato dopo aver chiuso il girone di andata al sest'ultimo posto». Vincenzo Vivarini (allenatore). «L'organico ha grandi potenzialità, è da primi 2-3 posti. Ci sono i presupposti per tornare in corsa. Il girone è molto equilibrato, a parte la Reggiana, mi sembra che nessun'altra abbia trovato solidità e continuità di risultati. La coppia Pompetti-Memushaj? Dico solo che il centrocampo è il reparto meno attrezzato».
Daniele Delli Carri (ds). «Al di là dei moduli, se fossi Auteri mi preoccuperei soprattutto per la mancanza di idee. Con Entella, Fermana e Modena in alcuni tratti ho visto una squadra senza una precisa identità. Sono convinto che l'allenatore possa dargliela, come ha spesso fatto in carriera, però i tanti gol subiti testimoniano che ci sono criticità, quando il Pescara perde palla si creano praterie per gli avversari. Il centrocampo non mi sembra ben assortito, sicuramente a gennaio bisognerà fare qualche aggiustamento. Forse il 4-3-1-2 sarebbe il modulo migliore per sfruttare sia De Marchi sia Ferrari con Clemenza che da trequartista fa la differenza. Galano? Spero che lo recuperi alla svelta perché può essere un valore aggiunto, fermo restando che il giocatore dia qualcosa in più». Michele Gelsi (allenatore). «La squadra è buona», dice l'ex centrocampista biancazzurro, «ma prende sempre gol. Due sono le soluzioni: o diventi più aggressivo e accompagni la pressione con i difensori, oppure ti chiudi e cerchi di proteggere di più la tua area. Otto punti dalla vetta sono tanti, i ko con Reggiana e Modena potrebbero pesare. La rosa è ben costruita, però ci sono criticità a centrocampo».
Giacomo Dicara (allenatore). «Alcune squadre sono più avanti rispetto al Pescara», dice l'ex difensore biancazzurro, «forse perché la rosa del Delfino è completamente nuova. Il problema riguarda i gol subiti: sentendo Auteri sembra che si commettano errori di concetto, spesso banali, ma così è dura. Il tecnico ha anche detto che non bisogna allarmarsi, ma il buongiorno si vede dal mattino e rincorrere non è mai facile. Poi bisogna fare anche i conti con le pressioni della piazza: se le cose vanno male si fa ancora più fatica. Il tempo c'è e mi auguro che il Pescara faccia un filotto di vittoria a cominciare dal match con il Siena».
Marcello Donatelli (allenatore). «Il problema principale riguarda il modulo», sostiene il vice di Massimo Oddo, «il 3-4-3 non è adatto alle caratteristiche dei giocatori. La squadra spesso perde le distanze e prende gol nelle transizioni negative. In fase offensiva fa ottime cose, mentre in quella difensiva molte volte la retroguardia è costretta a difendere con la 'palla scoperta' e va in affanno. Forse sarebbe meglio passare al 4-3-1-2 o 4-3-3. Il Pescara ha i mezzi per raggiungere la Reggiana, ovviamente serve un filotto di vittorie e quella con il Siena può essere la gara della svolta».
Giovanni Tontodonati

