Trovarello, da capo ultrà a ds del Chieti

Il nuovo direttore è stato leader della curva Volpi: voglio fare bene per la città
CHIETI. Un gol in rovesciata di Walter Berardi lo fece innamorare del Chieti. Omar Trovarello aveva solo 11 anni. E, come tutti i ragazzini della sua età, era appassionato di calcio. Si svegliava a notte fonda per vedere le partite del campionato argentino, espressione, secondo lui, di un calcio passionale. Già, la passione. La stessa che ebbe subito per il Chieti, la squadra della sua città. A 15 anni era già capo ultrà della curva Volpi. Oggi, a 40, è il direttore sportivo della società teatina. Un sogno che si avvera. Ma andiamo per ordine. Tutto nasce da quel gol di Berardi. E continua sui banchi di scuola, dove Omar non sopporta di vedere compagni di classe che fanno il tifo per il Pescara. Studiare non è il suo primo obiettivo. Lui ha altro per la mente: vuole diventare capo ultrà del Chieti. E soprattutto ricreare un senso di appartenenza in città. Ci riesce nel 1989. «Fondai il gruppo “Irriducibili Scalo”», ricorda Trovarello, «e diventai subito il leader storico della tifoseria neroverde. Ancora oggi non dimentico il mio passato da ultrà e ne vado fiero». Lancia lo slogan “Non mollare mai” in una partita giocata a Francavilla e segue il Chieti fino a Gela, Trapani, Marsala e Casarano. Uno dei ricordi più belli è custodito proprio tra le mura della città pugliese. «Il mio idolo Sgherri segnò il gol salvezza, a fine partita, mi regalò la sua maglia numero 11. È il giocatore che più di tutti mi ha fatto urlare a squarciagola di gioia, mista a rabbia e voglia di rivalsa verso una vita difficile». Ma ci sono stati anche momenti difficili. «Il dolore che ho provato dopo la sconfitta nello spareggio di Gela è paragonabile alla morte di un caro». Omar e la curva Volpi, però, non hanno mai smesso di amare il Chieti. E hanno contribuito alla sua rinascita. «Ricordo che un giorno andai in sede dal presidente Buccilli e gli dissi di smetterla di circondarsi di alcuni personaggi e di prendere Morganti allenatore per fare una squadra di giovani. Noi avremmo pensato a ricreare entusiasmo in città. Alla fine vincemmo il campionato e ci ritrovammo in 4mila a festeggiare in piazza». Anche quando si trattava di contestare squadra e società, Trovarello era sempre in prima fila. «Contestammo anche il sindaco Cucullo perché aveva deriso la curva e screditato la nostra passione. Ma la Volpi è un patrimonio della città e questi ragazzi andavano e vanno rispettati. Il presidente Buccilli? Fischi e applausi. Ma oggi, da dirigente, riconosco quanto di buono ha fatto a Chieti e alcune contestazioni non le rifarei». Nel 2006 inizia a fare il ds: Ripa Teatina, Sporting Scalo, Sporting Ortona, Tollo e Civitanovese. Ora il Chieti. «La responsabilità è tanta ma non ho paura», Trovarello, «e voglio fare bene nella mia città. Voglio rivedere la curva Volpi piena e riavvicinare tanta gente allo stadio». Proprio come fece lui nel 1989. Allora era capo ultrà, adesso è il nuovo ds. Mercato: la società teatina stringe per il portiere Pierpaolo Boccanera (’96) della Fermana e per la mezzala Tiziano Prinari (’95) del Casarano. La trattativa potrebbe essere chiusa già nelle prossime ore.
Giammarco Giardini
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