Trullo coach e ds, ecco come nasce il Roseto rivelazione

Squadra da corsa costruita dal tecnico con un Allen stellare Ora si punta alla qualificazione alle finali di coppa Italia
ROSETO. La Mec Energy Roseto è la squadra rivelazione di questa prima parte di stagione in A2: partiti con l’obiettivo della salvezza, gli Sharks sono infatti clamorosamente secondi in classifica a soli 4 punti dalla capolista Brescia (peraltro già battuta in casa), e con la concreta possibilità di giocarsi l’accesso alle finali di coppa Italia di Lnp. Stanno pagando le scelte societarie fatte in estate, quando la società, ed in primis il presidente Cimorosi, ha voluto la conferma di Tony Trullo nel doppio ruolo di coach e direttore sportivo. Le idee sono state subito chiare: confermare il nucleo dell’anno prima, per costruire una squadra da corsa, che oltre a centrare gli obiettivi stagionali, tornasse anche a scaldare i cuori dei tifosi. Si è partiti così confermando ben 5 giocatori, una base tecnica definita su cui poter innestare i nuovi arrivati, in primis i due americani. Così da una parte si è scommesso, vincendo, sul 23enne Bryon Allen, guardia dai piedi velocissimi e di grande prestanza fisica, che dopo un primo periodo di ambientamento, necessario visto che arrivava dal campionato polacco, a suon di “trentelli” è diventato addirittura il capocannoniere assoluto del campionato; dall’altra invece, si è andati sul sicuro scegliendo Kyle Weaver, ala di grande tasso tecnico (“vede le cose un secondo prima degli altri”, ha detto di lui Trullo), con un passato da protagonista in NBA, dove ha giocato partendo in quintetto insieme a Kevin Durant agli Oklahoma City Thunder. Ne è venuta fuori una squadra lunga e camaleontica, che finora ha saputo anche fare a meno di quello che è come un marchio di fabbrica per Trullo: la zona match up, mai vista quest’anno se non per qualche sprazzo contro Imola. Merito appunto della duttilità tattica dei giocatori, capaci di cambiare in difesa su tutti gli attaccanti, ad eccezione del pivot (dove la premiata ditta Bryant & Borra fattura in due come un giocatore da Eurolega), grazie a giocatori in grado di ricoprire più ruoli (il cubano Moreno è l’esempio del tuttofare), o bravi a tenere in difesa anche se vanno fuori ruolo (si pensi a Ferraro quando difende sugli esterni avversari). In attacco poi, Trullo ed il suo vice Di Paolantonio hanno assecondato le attitudini offensive dei giocatori, lasciando tanto spazio al contropiede, ma coinvolgendo anche chi esce dalla panchina (basti pensare alla sfacciataggine di Marini e Marulli), anche perché gli Sharks, grazie al professor Faragalli, corrono tanto. Roseto così è diventata la squadra che segna più di tutti, giocando tanti possessi anche a scapito di qualche palla persa. Uno stile espresso già alla terza di campionato, quando i biancazzurri batterono in casa la capolista Brescia, a riprova di come certi automatismi abbiano funzionato fin da subito, nonostante gli infortuni in serie; uno stile che però non è l’unico nelle corde degli Sharks, visto che sono stati anche capaci di vincere gare a basso punteggio, basti pensare ai 68 punti bastati per battere il Chieti. L’ultimo segreto degli Sharks? I tifosi naturalmente. Le vittorie sono sempre un’ottima medicina, e le presenze al PalaMaggetti sono in forte crescita, attestandosi sui 2.500 spettatori: una spinta importante per una società che punta a consolidarsi. Altri obiettivi, anche intermedi e prestigiosi come l’accesso alle final 8 di coppa Italia per il momento passano in secondo piano, tenendo basso il profilo degli Sharks: c’è da star sicuri però, che se ce ne sarà l’occasione, gli Squali morderanno.
Marco Rapone
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