Trullo ritratto della felicità: tabù sfatato dopo tre anni

Il coach biancazzurro ammette che la squadra non è stata brillantissima ma spiega: «Era la terza partita in sette giorni». Marulli forse dovrà fermarsi
ROSETO. La felicità in sala stampa ha il viso di Tony Trullo. «Dopo tre anni era ora di tornare a vincere un derby col Chieti!», dice soddisfatto il coach biancazzurro che poi apre il libro dei ricordi: «Mi ero abituato nel lontano 1998 a vincere quelli giocati contro il Teramo, quindi sono felice che abbiamo sfatato il tabù tornando alla vittoria, che dedico ai tifosi, davvero impagabili, e alla società. Ma l’importante ora per noi sono altri due punti messi in classifica, e sono sicuro che saranno importantissimi per i nostri obiettivi. Stasera siamo stati meno brillanti, ma giocavamo la terza partita in sette gironi cosa che temevo abbastanza, e in più abbiamo quasi fatto a meno di Weaver, che non si allenava dalla gara di Bologna, oltre ad aver pure rimediato un infortunio al gomito contro Legnano».
Roseto meno da corsa ma ugualmente efficace: «Nonostante gli infortuni», osserva Trullo, «si inizia a vedere il nostro sistema di gioco, meno perimetrale rispetto all’anno scorso, giocando molto di più il contropiede». Prima della raffica di Bryon Allen si era vista troppa confusione: «La squadra era stanca fisicamente e mentalmente, tanto che sabato avevamo fatto solo una mezzoretta di allenamento». Capitolo Roberto Marulli: «Lui è molto importante per noi, anche se non è un play puro, ci permette di sfruttare la velocità di Allen», spiega Trullo che poi fa il punto sull’infortunio: «Senza di lui c’è Moreno che si adatta, ma non può fare tutto da solo. Purtroppo Marulli anche oggi aveva dolore alle tibie, è da settimane che non si allena e gioca solamente; certo se decideremo di fermarlo (si parla di almeno un mese, ndr), dovremo prendere un altro giocatore sul mercato».(m.r.)
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