Turbo Pescara, Marras marcia in più

L’ala voluta da Pillon si prende la scena. Uomo-assist prezioso cresciuto con El Shaarawy
PESCARA. «Marras può fare un grande campionato e scommetto su di lui come sorpresa del torneo. Deve dimostrarmi che in serie B può fare bene». Era il 17 luglio, il primo giorno di ritiro a Palena, Bepi Pillon non aveva dubbi e la sua scommessa è stata vinta. Il Pescara viaggia a vele spiegate verso la serie A, a quota 18 punti, imbattuto e, soprattutto, raddoppia il distacco (da due a quattro punti) sulle inseguitrici Verona (pari a Venezia) e Palermo (vittorioso a Lecce).. Vetta solitaria e momento magico per il Delfino trascinato non solo dai gol di Mancuso e Monachello, ma anche dagli assist e dalla velocità di Manuel Marras. A La Spezia è stato il migliore in campo e la doppietta di Monachello porta anche la sua firma con due assist al bacio che sono stati capitalizzati al meglio dal bomber di Pillon. Genovese di nascita, sardo d’origine, il 25enne furetto biancazzurro con poco tempo ha conquistato la fiducia di Pillon, scalando posizioni importanti nella gerarchia degli esterni offensivi.
Esordiente in serie B, Marras è diventato titolare inamovibile nel tridente biancazzurro e sta crescendo partita dopo partita. Rapido, bravo nell’uno contro uno e piede molto educato. In carriera, finora, non ha fatto molti gol (5 il suo record), però resta in attesa del primo acuto in campionato (che jella quel palo colpito con il Benevento!), ma è un formidabile uomo-assist. Ben 14 la scorsa stagione con la maglia del Trapani.
Arrivato quasi per caso e segnalato da Pillon, che l’aveva avuto ad Alessandria due anni, Marras non sta facendo rimpiangere Gennaro Tutino, l’esterno offensivo del Cosenza corteggiato in estate che sabato con una doppietta al Foggia ha regalato ai calabresi il primo successo in stagione. Esterno destro, posizione nella quale rende al meglio dove può dar sfoggio delle sue capacità di velocista e della sua bravura nell’uno contro uno, rientrando verso il centro per provare la conclusione di mancino, il suo piede preferito. Con le dovute proporzioni assomiglia a Matteo Politano e può ricalcare le sue orme in biancazzurro. Genovese e tifosissimo del Genoa, diventa calciatore sulle orme di papà Giuliano, che giocava nelle giovanili del Grifone. Poi, un brutto infortunio lo obbligò a smettere, ma la passione gli è rimasta e l’ha trasmessa anche al piccolo Manuel. «Genoano? Genoanissimo», ha raccontato Marras tempo fa. «È una “malattia” ereditata da mio padre, che forse è ancora più tifoso di me, andava a vedere le partite in curva nella vecchia Fossa del Grifone. Da ragazzino facevo il raccattapalle, l’anno della C me le sono praticamente viste tutte». Adora il cinema, soprattutto le commedie italiane ed è appassionato di musica reggae e ama lo sport a 360 gradi, specie l’Nba e il tennis, da sempre tifoso di Federer. Nel Genoa Manuel ha mosso anche i primi passi nel mondo del pallone. La prima squadra è stata il Bayer Sassello a Savona, poi il Legino, dove tra i compagni di reparto c’era un certo Stephan El Shaarawy, ora alla Roma. L’attaccante del Pescara comincia la sua carriera da trequartista dietro le punte. Fu Pietro Fusco, suo allenatore alla Berretti dello Spezia, a spostarlo sulla fascia. Tanti assist, ma la poca freddezza sotto porta è un suo limite. Ma sul suo braccio si è tatuato il grido di battaglia “Niente è impossibile, se uno vuole nella vita può fare tutto”. Pescara e Pillon ora aspettano il primo gol.
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