Turbo Pescara, è la stagione del rilancio

26 Settembre 2020

Dopo gli stenti e i tremori di un’estate vissuta pericolosamente, per il Delfino è l’anno giusto per provare a riemergere

PESCARA. Si chiama effetto rimbalzo, è un fenomeno transitorio che si verifica in Borsa. Accade quando la quotazione di un titolo azionario crolla e poi, il giorno dopo, risale fino a stabilizzarsi. Il Pescara spera possa vivere la stessa situazione in questa nuova stagione, figlia di una serie B conservata con i denti fino all’ultimo rigore il 14 agosto scorso nella notte del Curi al termine dello spareggio play out. La speranza che al crollo della passata stagione, fino a sfiorare la retrocessione nell’inferno della C, corrisponda un’impennata. Un po’ come è accaduto due anni fa con la semifinale play off arrivata dopo la salvezza dell’anno prima a Venezia all’ultima giornata. Corsi e ricorsi storici. Amori che fanno dei giri immensi e poi ritornano, quello tra Sebastiani e Massimo Oddo. Si sono presi e lasciati.
Ora di nuovo insieme. Per Sebastiani l’usato sicuro, nel senso che conosce pregi e difetti del nuovo allenatore. Non è certo un salto nel buio. E per Oddo il porto sicuro da dove riprendere la rincorsa dopo una serie di stagioni travagliate tra divorzi, esoneri e retrocessione. La mano del tecnico in questo precampionato anomalo si nota già. Segnali, indicazioni e vecchi ricordi, legati all’ultima promozione in A, quella della stagione 2015-2016. L’impronta è quella di un gioco garibaldino, una filosofia propositiva e audace in linea con la tradizione calcistica di contenuti. Ma servono i giocatori, ovvero contenuti che rimettano a posto i tasselli del mosaico. Va completata la rosa che finora è stato un cantiere.
Cambiare era un dovere, oltre che un’esigenza. Il precampionato ha detto poco o niente, ha lasciato immaginare. Manca ancora qualcosa. Soprattutto ci sarà bisogno che un gruppo di calciatori diventi squadra. Serviranno tempo e lavoro. Non sarà facile. C’è da ricostruire anche il rapporto con la tifoseria e la città in un contesto anomalo come quello nel tempo del Covid. L’esperienza di Valdifiori in mezzo al campo, la certezza Fiorillo tra i pali, una difesa in via di definizione, un attaccante da trovare e un gruzzolo di giovani da valorizzare. Come nella migliore tradizione degli ultimi anni.
Deve essere la stagione del riscatto dopo gli stenti e i tremori di un’estate vissuta pericolosamente. Si riparte al buio con il Pescara che è difficile da decifrare in una serie B chiamata a celebrare il passaggio del Monza della premiata ditta Berlusconi&Galliani promosso dalla C e con l’unico obiettivo di salire in A. Mercato aperto e precampionato inusuale; difficile azzardare previsioni se non quella legata ai brianzoli che hanno allestito un organico per dominare il campionato. Si partirà con mille spettatori sugli spalti in attesa che il numero lieviti. E sembra già un inizio di normalità dopo aver giocato un’estate con le voci dei protagonisti che rimbombavano nello stadio.
Anche il Pescara risentirà inevitabilmente della crisi economica da Covid con una fisiologica contrazione dei ricavi. Quindi la soddisfazione del popolo biancazzurro sarà quella di porre le basi per iniziare l’effetto rimbalzo nella speranza di aver già toccato il fondo. In queste settimane il leit motiv è stato: “Non dobbiamo ripetere certi errori”. Già il fatto che in società ci si sia resi conto di aver sbagliato è una buona base di ripartenza.
Dopo la grande paura, il popolo biancazzurro appare distaccato, ma in realtà non aspetta altro che una scintilla per riaccendere il sacro fuoco della passione. Per innamorarsi di nuovo di una creatura che sappia divertire. Già questa sarebbe una vittoria. Che alla luce di quanto ha già fatto vedere a Pescara sembra alla portata di Massimo Oddo, anche lui chiamato alla prova della verità. In panchina le cose migliori le ha fatte vedere in biancazzurro. Altrove, per un motivo o per l’altro, non è riuscito a tener fede alle aspettative. A 44 anni il suo profilo da allenatore è ancora poco decifrabile. Anche lui spera nell’effetto rimbalzo per tornare in quella serie A in cui lo aspettano tanti di quei compagni che erano con lui nella notte di Berlino dell’estate del 2006 a festeggiare il titolo di campione del mondo.
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