Turchi, uno specialista dei gol in zona Cesarini

22 Maggio 2016

Dal 2011 fino all’altra sera a Livorno una serie di prodezze da subentrato Il portiere Pinsoglio aggredito dopo la papera finisce in ospedale

LANCIANO. Quindici anni e mezzo fa il primo gol con la maglia rossonera, oltre che il primo da professionista, Manuel Turchi l'aveva fatto a un centinaio di chilometri da Livorno: era il 2 dicembre del 2000 e, allo scadere di Rondinella-Lanciano, permise ai frentani di entrare nella zona play off di una C2 che poi avrebbero vinto. Di acqua sotto i ponti da allora ne è passata tanta, ma una cosa per Turchi non è cambiata: la vocazione a segnare gol pesanti in zona Cesarini. L'ultimo, quello che venerdì sera al Picchi ha fruttato il 2-2, probabilmente vale una stagione. Il numero 7 della Virtus è spesso catalogato sbrigativamente come marito della presidente Valentina Maio. Eppure di Turchi calciatore ci sarebbe molto altro da dire prima del "bollino coniugale". Per esempio che l'ingresso in campo a Livorno è stata la sua 222ª presenza in rossonero, e che quella rete decisiva è stata la 24ª in campionato; attualmente tra i giocatori in organico è quello che ha più partite in rossonero, oltre ad aver difeso questi colori in tre categorie diverse, più Coppa Italia e Coppa Italia di C (e ha segnato in tutte le competizioni!). A giudicare dalle volte in cui è stato decisivo nei minuti finali, forse è il caso che Turchi venga catalogato definitivamente come l'uomo della provvidenza. Senza quel gol a Livorno adesso Lanciano starebbe a rimuginare su un'amara quanto immeritata retrocessione. Senza Turchi la Virtus non penserebbe a preparare i play out: è lui che bisogna ringraziare, con buona pace della schiera di detrattori che mugugna quando entra in campo. Tra l'altro di recente si è spesso parlato di lui per questioni poco piacevoli. Nell'ultima penalizzazione di 5 punti, 1 era dovuto alle (presunte) irregolarità per la sua rinuncia agli stipendi di novembre e dicembre. Quando la Ternana, nella penultima giornata, ha pareggiato al 95', sul banco degli imputati c'era Turchi, reo di non aver tenuto a bada Valijent, l'autore del gol. Livorno è stata la tappa del riscatto definitivo? Sicuramente qui ha dimostrato per l'ennesima volta di avere nelle corde lo scatto decisivo quando tutto sembra perso. Come quella volta al Franchi con la Rondinella. In mezzo, tra Firenze e Livorno, la zampata vincente Turchi ce l'ha messa altre sei volte: nel gennaio 2011, in Lega Pro a Benevento, entra al 79' e all'89' segna l'1-1; nel primo anno di B all'84' firma l'1-0 al Novara in casa, e nello stesso campionato, a Modena, entra al 62' e al 90' sigla il 2-2; nel campionato seguente al 93' fissa Virtus-Palermo sull'1-1 dopo essere entrato al 78', contro il Novara entra al 73' e all'86' al 73' segna la rete del 2-1, e all'87' infila in porta il 2-2 col Trapani al Biondi, quando era da tre minuti in campo. E pensare che a Renato Cesarini, mezzala italoargentina che appunto diede il nome alle "Zona Cesarini", per essere evocato ogni volta che si segna agli sgoccioli, bastò realizzare una rete decisiva in nazionale nel 1931, e ripetersi non di più di altre tre volte in campionato.

Pinsoglio aggredito. Il portiere del Livorno Carlo Pinsoglio, protagonista in negativo con la leggerezza che ha permesso a Turchi di segnare il 2-2, venerdì notte è stato picchiato. Quando la squadra, uscita a fatica dallo stadio a causa della contestazione, è rientrata in hotel, Pinsoglio ha ricevuto un pugno al volto. Il portiere è stato l'unico a essere aggredito fisicamente dal gruppo di supporters; in ospedale gli sono stati diagnosticati tre giorni di prognosi. Nelle scorse settimane Pinsoglio era già stato al centro di polemiche per una risposta dura a un tifoso pubblicata sul suo profilo Instagram.

Andrea Rapino

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