Tutte le spine di Tedino Di Mascio parte coi giovani

18 Febbraio 2020

Il nuovo tecnico chiamato a migliorare il 7° posto del Teramo in classifica

TERAMO. Inizia oggi, con il primo allenamento della settimana (ore 15), l'avventura di Cetteo Di Mascio sulla panchina del Teramo. Il 60enne tecnico pescarese, responsabile del settore giovanile biancorosso fino al 2024, è il profilo scelto dalla società del presidente Iachini per sostituire l'esonerato Bruno Tedino. Nelle dodici giornate di campionato che restano da disputare Di Mascio ha il compito di guidare il Diavolo (attualmente affiancato dal Catania al settimo posto) verso il piazzamento migliore in zona play off. Ma come è maturata l'idea di separarsi da Tedino dopo la brutta sconfitta contro il Monopoli? Questi i motivi principali che hanno portato all'esonero di due giorni fa.
Rapporto con la squadra. La dirigenza, nelle ultime settimane, ha avuto la percezione che si fosse rotto qualcosa tra Tedino e i giocatori. Uno scollamento sempre più evidente e del quale erano emerse le prime avvisaglie a ridosso della sosta natalizia, quando il Teramo aveva inanellato sei gare consecutive senza vittorie ed era sceso al decimo posto in classifica. Qualche rumors sul possibile allontanamento di Tedino inizia a circolare a fine dicembre. La società ordina il silenzio stampa (ancora in atto) per cercare di dare tranquillità alla squadra. Alla ripresa del campionato, dopo quasi un mese di stop, i biancorossi sembrano rigenerati. Arrivano tre vittorie di fila (tutte per 1-0), contro Sicula Leonzio, Avellino e Catanzaro. Il ritorno al modulo 4-3-1-2, il recupero del difensore Soprano, l'esplosione del baby Santoro e il lancio di Bombagi in attacco sono alla base della ripartenza-sprint del 2020. L'illusione, però, dura poco. La sconfitta con la Cavese del 26 gennaio fa perdere certezze al gruppo. La settimana successiva il Teramo batte 3-0 il Rende, ma a fare notizia è la reazione nervosa di Bombagi (e la mancata stretta di mano a Tedino), al momento della sostituzione, e il cattivo umore di Mungo, che gioca pochi minuti e non va con i compagni sotto la curva a fine gara. Lo stesso Mungo viene rilanciato tra i titolari contro la Viterbese, ma l'ex fantasista del Cosenza delude e il Teramo perde di nuovo. Il resto è storia recente: contro il Monopoli, nello 0-3 di sabato scorso, Tedino rispolvera il 4-3-2-1 e fa l'incomprensibile scelta di impiegare Bombagi nel ruolo di punta unica lasciando fuori Magnaghi. All'intervallo, poi, viene sostituito il mediano Viero, l'unico che nel primo tempo aveva dato segnali positivi.
Mancanza di identità. Poche, nel complesso, le gare che hanno visto un Teramo davvero convincente e con una precisa identità. Le prime uscite destano già dei dubbi, ma essendo la squadra interamente formata da giocatori nuovi si cerca di avere pazienza tra i dirigenti e i tifosi. La stagione inizia con il 4-3-1-2, ma dopo poche partite, in mancanza di risultati, Tedino decide di cambiare rotta e di passare al modulo con una sola punta e i vari "piedi buoni" della rosa a sostegno di Magnaghi (o Cianci, poi ceduto in prestito al Carpi a gennaio). A Francavilla Fontana viene schierata dal primo minuto la difesa a tre che in tanti vorrebbero vedere stabilmente, soprattutto in certe partite. Qualche buon risultato arriva e tra fine ottobre e l'inizio di novembre i biancorossi raccolgono quattro vittorie di fila prima della batosta esterna con il Picerno (3-1) e della crisi pre-natalizia, solo un po' mitigata dai preziosi pareggi con Ternana e Bari. È in trasferta che il Teramo di Tedino non è stato quasi mai all'altezza della situazione ed è apparso quasi sempre fragile e vulnerabile. Lontano dal fortino del Bonolis arrivano appena 9 punti in dodici partite con un trend di due vittorie, tre pareggi e sette sconfitte. Un bilancio da zona play out e non certo da squadra allestita per stare in alto.
Impiego dei giovani. Durante la sosta di Natale la dirigenza chiede a Tedino di puntare sulla valorizzazione dei giovani presenti in rosa e sui quali hanno messo gli occhi addosso diversi club di categoria superiore. Dalla trasferta del 12 gennaio contro la Sicula Leonzio viene lanciato in pianta stabile tra i titolari, nel ruolo di mezzala destra, il 20enne Santoro. Con il Catanzaro fa l'esordio dal primo minuto l'attaccante romeno Birligea, classe 2000, che però verrà riproposto per pochi minuti contro Cavese e Rende. Esce un po' dai radar il difensore Piacentini, che era stato titolare inamovibile fino al rientro di Soprano. Il mediano Viero si alterna in cabina di regia con il capitano Arrigoni, ma non trova stabilità di impiego. La scelta di Di Mascio, quindi, è stata fatta anche per valorizzare i giovani, vista la grande esperienza in materia del tecnico pescarese. E, magari, troverà maggiore spazio il 23enne trequartista Simone Minelli, frenato finora da problemi fisici.
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA.