Tutti a lezione per schivare il calcioscommesse

9 Aprile 2015

La Lega di B organizza un incontro con squadra e dirigenti per informarli dei rischi delle attività illecite

PESCARA. Ieri ha fatto tappa a Pescara il tour “Regoliamoci. Le regole del gioco pulito”, un progetto realizzato dalla Lega Serie B insieme a Sportradar. Oggi l’incontro sarà replicato a Lanciano.

L'obiettivo è combattere il fenomeno del match fixing (partite truccate) e le frodi sportive utilizzando le armi della conoscenza e della formazione. Presenti nelle sede della Humangest i calciatori del Pescara al gran completo (prima squadra, Allievi, Primavera), lo staff tecnico e il diesse Peppino Pavone. «La Lega», ha detto il dirigente biancazzurro, «sta cercando di informare i giocatori e le società sul pericolo del calcioscommesse. Purtroppo, il calcio veicola tanti soldi e i giovani possono essere tentati dai facili guadagni. Ci sono tanti ragazzi che possiedono alti valori morali, ma purtroppo c’è anche chi non li ha. Il sistema deve essere credibile, perciò ben vengano questi incontri per mettere al corrente gli atleti sui rischi che si corrono». I calciatori, infatti, sono stati informati sui rischi di un eventuale coinvolgimento diretto e sulle tecniche che le organizzazioni criminali utilizzano per avvicinare i tesserati. Sono interventi, Gianluigi Pocchi, responsabile delle attività di Responsabilità Sociale della Lega B, Marco Silvestri, del Credito Sportivo, e l'avvocato Marcello Presilla, responsabile per l'Italia di Sportradar AG, società leader nell'analisi dei flussi di scommesse. «Attraverso i nostri report», ha detto Presilla, «vengono segnalati i flussi anomali all’Uefa, ma la sospensione delle giocate è decisa dai bookmakers. Il gioco è in gran parte frutto della passione dei tifosi. Ci sono grandi interessi attorno a questo fenomeno, ma è pur vero che le partite truccate sono l’elemento patologico, non fisiologico delle scommesse. Su 65.000 gare analizzate in tutto il mondo ne abbiamo indicate come sospette poco meno dell’1%. Che poi non significa che siano sicuramente truccate». (g.t.)

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