TUTTO BELLO MA GUAI A ESALTARSI
Non c’erano in palio solo gocce di gloria e di coraggio nella prima esibizione del ct Antonio Conte e del nuovo gruppo azzurro. E anche se resta ripido il pendio, i sorrisi, gli abbracci e le grandi...
Non c’erano in palio solo gocce di gloria e di coraggio nella prima esibizione del ct Antonio Conte e del nuovo gruppo azzurro. E anche se resta ripido il pendio, i sorrisi, gli abbracci e le grandi giocate di Bari torneranno più che utili. Sia perché dall’altra parte c’era pur sempre l’Olanda fresca di terzo posto mondiale, sia perché i debutti dei ct quasi mai hanno regalato vittorie. E poi perché la Nazionale, storicamente, ha cammini diversi tra sfide ufficiali e amichevoli: un ko e mezzo quando conta contro quasi tre su dieci dei test. Con Cesare Prandelli, la forbice si è allargata: 4 vittorie in 22 amichevoli (meno di 2 su 10) e 9 ko (più di 4 su 10) ma neanche una sconfitta verso europei e mondiali. Non era certo scontato fare una così buona figura – anche nei primi frangenti, undici contro undici – e poter affrontare con serenità gli esami veri. Martedì a Oslo ci sarà una non irresistibile Norvegia (ko con un’Inghilterra soporifera) ben sapendo che, anche dopo, per arrivare a Euro 2016, più che fenomeni serviranno idee e rigore. Il ct potrà ricostruire con calma, ma guai farsi illudere dal debutto show. Arriveranno giorni meno brillanti e lì capiremo se Conte saprà arrangiarsi anche con calciatori che alla Juve mandava in tribuna. E se potrà arginare il peggio che gli gira intorno e i cui simboli sono un presidente come Carlo Tavecchio, così inadeguato nei modi e nella sostanza, sempre scortato da un ingombrante e altrettanto impresentabile Claudio Lotito, barricato dentro una tuta della Nazionale simbolo di un comando ombra alla luce del sole e immagine di un italico pallone parodia di se stesso, come in un film con Alberto Sordi o Lino Banfi. Solo che c’è ben poco da ridere.
@s__tamburini
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