Un’altra volatona Kittel completa il piano: è in rosa

Il tedesco si impone di forza su Viviani e Nizzolo Ciao Olanda, oggi la carovana arriva in Calabria
Kittel ha vinto. No, Marcel Kittel ha dominato anche la terza tappa del Giro. E ha completato il piano che con i suoi ragazzi della Etixx preparava da mesi. È vero, i belgi con Tom Boonen in fase calante nelle classiche non hanno mai centrato il bottino pieno, ma con questo tedescone possono stare tranquilli: il bottino pesante di tappe vinte nei grandi Giri, con tutto il business di sponsor che ne consegue, sarà garantito chissà per quanto tempo.
Kittel è stato pilotato alla perfezione dal trentino Matteo Trentin e dal toscano Fabio Sabatini: all’ultimo chilometro i due hanno messo in fila il gruppo e il capitano («sono stati eccezionali», ha detto di loro dopo l’arrivo il vincitore) in posizione di sparo. Lui ha aperto il gas. Come facevano Mario Cipollini e Mark Cavendish.Voleva la maglia rosa e l’ha ottenuta sfilandola, come ampiamente previsto, all’olandese Tom Dumoulin che lo sopravanzava solo di un secondo.
Ora lo sprinter più forte del mondo (non ci sono dubbi da almeno un paio d’anni) partirà domani da Catanzaro vestito di rosa.
Due anni fa, quando la carovana arrivò in Puglia dall’Irlanda, dove la corsa rosa era partita, tornò a casa per preparare un Tour (trionfale). Ora invece, almeno fino in Toscana a fine settimana dovrebbe arrivare, garantendosiun altro sprint, quello più che probabile venerdì nella tappa di Foligno.
Dietro? Un abisso, ma non uno sprofondo tricolore. Anzi. Perché i velocisti italiani se la sono cavata. Non vinceranno mai in condizioni normali con il tedesco, ma dimostrano almeno di lottare. Elia Viviani (Sky) secondo, Giacomo Nizzolo (Trek) terzo: anche in prospettiva maglia rossa della classifica a punti. Insomma, gloria e quattrini.
Si è rivisto anche Andre Greipel (Lotto), quarto, l’altro tedescone scornato dal connazionale nella tappa di sabato. Dietro di lui ancora Kristian Sbaragli (Dimension Data), uno che ha dei numeri. Ma le volate, specie in questi ultimi anni, sono questione di potenza. I ciclisti corrono con l’Srm, un apparecchio che, tra l’altro, misura pure i watt sprigionati dagli atleti. Kittel quel computerino lo fa quasi impazzire quando sprigiona tutta la sua forza allo sprint. Essere abili nel trovare la posione di “sparo” giusta, o infilarsi dietro la ruota del più forte, come fa quasi sempre Viviani, non basta con un avversario così.
Che però ha rischiato seriamente di veder compromesso il suo piano rosa.
Merito di quattro audaci che hanno ravvivato la terza tappa olandese, corsa anche ieri tra due ali di folla: Julien Amezqueta (Wilier), Johan Van Zyl (Dimension Data), nonché Maarten Tjallingii (Lotto) e Giacomo Berlato (Nippo), già protagonisti sabato.
Per loro vantaggio ampio iniziale, poi la rimonta del gruppo, rallentato però da alcune cadute, che hanno tolti di mezzo Jean Christophe Peraud (il 38enne dell’Agr2, terzo al Tour di Nibali) e fatto uscire di classifica la rivelazione slovena della crono Primoz Roglic (Jumbo), ieri mattina con lo stesso tempo della maglia rosa Dumoulin, ieri pomeriggio a oltre 7’. Insomma, il prode Van Zyl, avvantaggiatosi sugli altri, per qualche chilometro ha cullato anche il sogno di far saltare il banco. Ma quando hai il gruppo alle spalle che ti insegue a velocità folle anche un ponte sull’ennesimo canale ti può essere fatale. E così, a poco più di un chilometro dalla fine, il gruppo ha risucchiato anche l’ultimo dei fuggitivi aprendo la strada al bis di Kittel. Ovazione finale, folla in delirio. L’Olanda si congeda al Giro d’Italia dopo aver fornito un’altra prova di amore per la bicicletta.
Bello, bellissimo, ma...basta. Ora c’è voglia di Giro d’Italia, quello che infiamma una Penisola, la nostra. Oggi carovana con voli charter (meno qualche “eroico” dipendente dei team che dovrà portare bus e ammiraglie per mezza Europa in poche ore) in Calabria. Domani si riparte per la Catanzaro-Praia a mare. Finale insidioso. Non per velocisti.
@simeoli1972
©RIPRODUZIONE RISERVATA

