UN CALCIO AL MERCATO SE SI VUOL FAR MEGLIO
Per il salto di qualità serve solo coraggio. Era il titolo di questa rubrica alla vigilia dell'ultima di andata, ribadendo del resto un concetto espresso più volte nel corso di questa prima parte...
Per il salto di qualità serve solo coraggio. Era il titolo di questa rubrica alla vigilia dell'ultima di andata, ribadendo del resto un concetto espresso più volte nel corso di questa prima parte della stagione. Detto e fatto, finalmente, proprio a Livorno Baroni e i biancazzurri ci hanno regalato la più bella partita non solo dell'anno che arriva al capolinea ma anche di quello precedente, che pure si era chiuso con una classifica migliore. Un Pescara, appunto, che non avevamo mai visto prima, praticamente perfetto dal primo all'ultimo minuto, che ha avuto la forza di giocarsi la sfida con una delle migliori e più ambiziose formazioni del campionato al meglio delle sue possibilità, tirando fuori il coraggio che serve per esaltare le sue non poche potenzialità.
Stesso modulo di precedenti gare non proprio esaltanti ma diverso l'atteggiamento, con equilibrio tattico, corsa e sacrificio a supporto della qualità. Ne è venuto fuori un mix da sballo che ha messo alle corde il Livorno ma che, soprattutto, ci ha fatto riscoprire quella che deve essere la forza di un collettivo capace di farsi apprezzare per le sue certezze piuttosto che cercare il risultato attraverso improbabili scorciatoie o presunte intuizioni tattiche.
Al di là della lunga serie positiva è dunque la prestazione, come è logico che sia, a imporre consensi a questo Pescara che lascia il 2014.
L'ultima recita riuscita, a parte le tante conferme (Maniero e Melchiorri, Politano e Memushaj, Aresti e Salamon), ci ha fatto scoprire l'utilità di Bjarnason al servizio della squadra, la maturità crescente di Selasi, l'utilità di Zampano e Pucino come esterni di difesa che sanno anche sostenere la fase offensiva. E' già così molta roba, come oggi si usa dire, ce n'è abbastanza per accostarsi alla lunga sosta e all'incombente mercato senza assilli né inutili e pericolose fantasie.
Si tratta di sfoltire la rosa, già arricchita da Vitturini e Selasi, senza rinunciare, possibilmente, né a Pasquato né a Da Silva, ovviamente tenendo Maniero, Melchiorri e Memushaj, cui non mancano richieste, e aspettando con fiducia i rinforzi che Baroni ha già in casa, ovvero Brugman, Lazzari, Caprari e magari, strada facendo, anche Venuti, Milicevic e Torreira. Elementare Watson. O no?
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