Un cippo sulla cima del Blockhaus

L’iniziativa della Bike 2000 di Cappelle sul Tavo in ricordo dei morti sulla bici
PESCARA. Una novità accoglierà quanti nei prossimi giorni arriveranno a piedi o in bicicletta in località Blockhaus sulla Majella. Infatti è stato installato un cippo altimetrico informativo e commemorativo nel punto in cui termina l’asfalto della ex SS 614 e oggi itinerario Indro Montanelli a quota 2.068 metri sul livello del mare. La particolarità è che nasce da un’idea spontanea di un gruppo di ciclisti della Asd Bike 2000 di Cappelle sul Tavo del presidente Giuseppe Marcucci che facendo la salita verso la cima della Majella, una volta giunti alla fine della strada asfaltata, non avevano un posto per immortalare la loro impresa con uno sfondo che riportasse il nome della località e la quota, come accade in tutte le salite più blasonate. Si sono messi all’opera per realizzare il loro sogno no profit cercando volontari che potessero aiutarli senza ricevere in cambio nulla se non un sentito ringraziamento: grazie al disegno realizzato da Walter Pedrini, al taglio laser realizzato dalla ditta ABM di Moscufo, alle capacità tecniche della Abc Neon di Cappelle sul Tavo, con la collaborazione dell’Ente Parco Nazionale della Majella ed in particolare del dottor Maurizio Monaco e del dottor Marcello Ferrara per l’assistenza durante tutto l’iter autorizzativo, sono riusciti nell’arco di un anno a donare alla collettività un simbolo di indubbio valore anche turistico. L’insegna realizzata in korten, un metallo particolarmente resistente alle intemperie, raffigura un cuore, il cuore della Majella, montagna madre dell’Abruzzo, con all’interno un ciclista impegnato in salita, al suo fianco la quota 2.068 metri sul livello del mare, una delle quote più alte degli Appennini raggiungibile su asfalto, e il nome della località, il Blockhaus, resa celebre anche dall’arrivo di una delle più belle tappe dell’ultimo giro d’Italia, quello del Centenario. A coronamento del tutto non poteva mancare una dedica al compagno di squadra e di tante uscite in bicicletta morto poco più di un anno fa proprio in bicicletta, Rinaldo Di Lorito. Così gli amici e compagni di tante uscite hanno voluto ricordarlo incidendo il suo nome e quello di tutti quelli che, come lui, hanno perso la vita andando in bici alla base del palo, proprio là dove chi ama la bici prima o poi desidera arrivare.

