Un colpo di genio di Verre ed è festa-promozione

Trapani in gol con Citro, poi il pari da 35 metri della mezzala biancazzurra
Il cielo è biancazzurro sopra a Trapani, ad illuminarlo ha provveduto Valerio Verre con una genialata, quella che ha permesso al Pescara di conquistare la sesta promozione in serie A. Il centrocampista romano ha segnato la rete dell’1-1 al Provinciale, quella che ha sedato i bollenti spiriti dei granata passati in vantaggio dopo 5’ con Citro. Un rinvio maldestro di Nicolas e Verre, al 12’ della ripresa, da 35 metri ha tirato direttamente in porta di destro, sorprendendo il portiere fuori dai pali. Un colpo di genio che ha indirizzato una partita che non aveva preso una buona piega per il Pescara. Grande sofferenza, poi la conclusione che rimarrà impressa nella storia, quella che ha riportato i biancazzurri e l’Abruzzo nell’olimpo del calcio italiano. Una promozione quantomai meritata dopo un campionato da protagonista chiuso al quarto posto in classifica e i play off giocati a petto in fuori con personalità e autorevolezza. Il Pescara ha vinto gli spareggi-promozione con il gioco, che è il suo marchio di fabbrica, ma dimostrando anche di saper soffrire. L’ha fatto dopo il vantaggio iniziale siglato da Citro frutto anche di un’amnesia difensiva; ha sbandato sotto i colpi arrembanti dei padroni di casa, ma ha retto l’urto e poi è uscito dal guscio, iniziando a macinare gioco. E così il finale del primo tempo ha regalato almeno un paio di nitide palle gol che Nicolas ha neutralizzato fermando prima Lapadula, al 35’, e poi Pasquato. C’è stata anche un’azione che ha fatto gridare al rigore: netto il tocco di gomito di Scognamiglio in area sul colpo di testa di Lapadula, al 39’, ma l’arbitro Maresca di Napoli non se l’è sentita di fischiare il penalty. Che pure c’era. Grande primo tempo del Trapani, ma le occasioni migliori sono state appannaggio degli uomini di Massimo Oddo che hanno confermato la propensione al gioco, ma sono apparsi un po’ troppo timidi rispetto al solito. Nella ripresa equilibrio fino al 12’, quando il migliore del Trapani, Nicolas Andrade, ha rinviato male un pallone e Verre l’ha punito con una conclusione d’antologia. Il Trapani è rimasto sulle gambe e il Pescara ha acquisito la consapevolezza di potercela fare. I granata si sono innervositi e al 19’ sono rimasti in dieci per la (giusta) espulsione di Scognamiglio per fallo da ultimo uomo su Lapadula. In pratica, la partita è finita qui. Il Pescara ha avuto tante altre occasioni per chiudere la contesa, non c’è riuscito, ma non ha rischiato più. Merito anche dell’ingresso in campo di Bruno (al 16’) che si è piazzato davanti alla difesa e ha respinto molti palloni. E’ finita 1-1, lo stesso risultato della finale play off di Bologna, l’anno scorso. Dalla grande beffa alla grande festa. Una sorta di rivincita per il Pescara e per il suo condottiero, Massimo Oddo, finalmente profeta in patria e capace di abbinare i risultati al bel gioco. Non si è mai contraddetto, nemmeno alla vigilia dell’ultima partita quando ha scelto di giocare con Pasquato, anziché Bruno, per sostituire Memushaj (in ritiro con l’Albania a Euro 2016). Un chiaro messaggio alla squadra, quello di giocare all’attacco nonostante, in virtù del 2-0 dell’andata, potesse andare bene anche una sconfitta di misura per salire in serie A. Dopo l’impresa di Genova (1-3 contro la Sampdoria) del maggio 2012, targata Zeman, ecco quella del 9 giugno 2016 a Trapani, una notte magica e infinita, iniziata al Provinciale e proseguita per le strade di Pescara e poi allo stadio Adriatico. La promozione targata Oddo si trascinerà nel tempo con l’immagine del tecnico pescarese che a fine partita è andato a consolare il collega Serse Cosmi in lacrime. Oddo allenatore-gentiluomo e Pescara squadra simpatia grazie al gioco che è riuscito a esprimere con continuità e brillantezza. La prossima sfida da lanciare sarà quella di restare in serie A, un’impresa che è riuscita solo una volta nella storia biancazzurra.
@roccocoletti1
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