Un dolorante Iannone 11° al traguardo

23 Settembre 2019

Il pilota Aprilia: «Ho stretto i denti, contento per la squadra ma c’è da lavorare»

Sofferenza e rimpianti, un mix di dolore fisico e psicologico e insieme la consapevolezza amara di una stagione che fugge via senza la chance di un urlo dei suoi. Ecco cosa è stato il Gp di Aragon per Andrea Iannone, una gara quasi storica per il team, dal 2013 mai due Aprilia in Q2, a lottare per la pole, ma con il pesante handicap di una spalla sofferente, bisognosa di un ritocco chirurgico che però si vuole rinviare a fine stagione. Anche se lo costringe a pagare pedaggi pesanti: «In questo weekend ho dovuto stringere i denti e anche in gara il dolore mi ha costretto a gestire le energie, specialmente quando il grip ha iniziato a diminuire» ha detto «sono contento per il risultato di squadra ma dobbiamo continuare a lavorare duramente, prima di tutto per ridurre il distacco in accelerazione e velocità massima rispetto ad Aleix. Questa gara non ci deve trarre in inganno, questa è una pista che si adatta bene all’Aprilia e la strada è lunga». Anche ieri, quando c’è stato da tirare fuori gli artigli, Iannone non si è fatto pregare. Due tre giri che hanno “distratto” anche la regia mondiale dai duelli di vertice. Certo, erano “sportellate” con Oliveira, Nakagami e Rins ma testimoniano di un talento tutt’altro che appannato, come in tanti sussurrano nel paddok per via di un certo protagonismo fuori pista. «Mi hanno invitato al festival del Cinema, la gente mi cerca, cosa dovrei fare? Ma resto un appassionato di moto, penso e vivo solo per le corse», ha confidato in un lungo sfogo, «lavoro con Aprilia per migliorare la moto, essere competitivi». Ma un rimpianto c’è, non si vergogna a confidarlo... «Sì, rimpiango quel no al telefono (alla Ducati, due anni fa. ndc), col senno di poi avrei dovuto dire sì, ma che senso ha dirlo dopo?». Già, meglio guardare avanti, ai quattro Gp in Asia, i conti si faranno a metà novembre a Valencia.