UN ERRORE L’ECCESSO DI GENEROSITÀ

H. a rischiato di perdere nei primi dieci minuti, subendo quasi senza trovare la forza per contenere il gioco, la fisicità e la personalità del Chievo, ha letteralmente buttato via la partita nell'ult...
H. a rischiato di perdere nei primi dieci minuti, subendo quasi senza trovare la forza per contenere il gioco, la fisicità e la personalità del Chievo, ha letteralmente buttato via la partita nell'ultimo quarto d'ora per qualche errore di troppo ma anche per un eccesso di generosità del tutto fuori luogo quando ormai sembrava inevitabile e scontato che finisse in parità, con buona pace degli stessi avversari, tutt'altro che sprovveduti come in tanti pensavano alla vigilia del match.
Se la squadra di Maran dopo sette giornate è a un solo punto dal Napoli stellare di Sarri ci sarà pure un motivo. Ha mestiere, centimetri e qualità, già prima di scendere in campo all'Adriatico si sapeva che sarebbe stato un osso particolarmente duro per i biancoazzurri, come del resto aveva sottolineato lo stesso Oddo che aveva parlato di questa sfida come della più difficile di questo primo ciclo di gare della stagione. Il copione, insomma, era già scritto, l'interpretazione non è stata sicuramente quella immaginata e preparata dal tecnico e, se è andata così, c'entrano poco i limiti che sicuramente esistono ma che la squadra prima del match di sabato, fatta eccezione per la gara dell'Olimpico con la Lazio, aveva sempre saputo mascherare giocando al massimo delle sue possibilità con la testa e con le gambe più che con il cuore. L'approccio sbagliato ha senz'altro condizionato l'avvio dei biancoazzurri ma quando Manaj è riuscito per la prima volta a spaventare il Chievo con un gran tiro in corsa deviato da Sorrentino, le cose in campo sono sostanzialmente cambiate avviando la gara su un piano di equilibrio e di sostanziale rispetto tra le due forze in campo.
Il leggero predominio del Pescara che ha caratterizzato la prima parte della ripresa e che comunque sarebbe bastato per tenere a bada un avversario sicuramente meno spigliato e brillante di quanto aveva fatto vedere in avvio, è stato cancellato e azzerato dallo scellerato finale che ha spianato la strada all'uno-due micidiale degli ospiti. Un attacco senza logica che ha allungato pericolosamente la squadra, mettendola ad alto rischio quando sono spuntati anche banali errori su disimpegni nemmeno troppo difficili al momento di costruire l'azione offensiva. Così, con due ripartenze il Chievo ha vinto una partita che stava badando solo a controllare per mantenere quanto meno il risultato positivo.
Nel dopogara proprio Oddo è stato il primo a sottolineare gli errori commessi dalla sua squadra. Ed è da lì che si riparte sfruttando al meglio la sosta che certo servirà anche a recuperare al meglio giocatori importanti come Aquilani e Pepe, Bahebeck e Coda, sperando tra l'altro che non arrivino sgradite sorprese dal Palazzo col ricorso del Sassuolo che, vale la pena ricordarlo, mira esclusivamente a stravolgere il regolamento.
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