Un lampo del solito Piccolo tiene a galla il Lanciano

La Virtus va sotto contro il Crotone, spreca, ma si salva all’ultimo assalto
LANCIANO. Un lampo a una manciata di minuti dalla conclusione, quando tutta sembra perso, salva la Virtus dalla terza sconfitta consecutiva. Discreta Virtus nel primo tempo, quando gioca alla pari con il Crotone, arrivato al Biondi da vicecapolista, ma squadra decisamente meno incisiva nella seconda parte della ripresa, quando bisogna lottare per riacciuffare il pareggio. Alla fine però arriva il lampo giusto con Piccolo, che sfiora addirittura il raddoppio che avrebbe regalato ai rossoneri tre punti preziosissimi.
L'avvio di gara è vivace ed equilibrato: le due squadre giocano palla a terra e cercano i fraseggi stretti, con il Crotone che ci riesce meglio, e la Virtus che, quando preferisce il lancio lungo, sconta la mancanza di una torre nel reparto avanzato. A rompere l'equilibrio è un calcio d'angolo, tra l'altro contestato, battuto da Stoian dalla sinistra trovando impreparato Casadei: il portiere liscia la palla che Ricci accompagna in porta, e che forse sarebbe ugualmente entrata. La Virtus ci mette un po' a reagire, perché il Crotone controlla e occupa bene il campo: Marilungo non appare a suo agio nel ruolo di boa al centro dell’attacco, e soffre la mancanza del compagno subito vicino quando cerca lo scambio. In cabina di regia Bacinovic non sfigura, però quando i centrali della mediana a quattro di Juric si stringono su di lui ne riducono al minimo il raggio d'azione. Sulle fasce gli esterni rossoblù lavorano bene tanto nella fase difensiva quanto in quella offensiva, e le incursioni virtussine sugli esterni riescono soprattutto quando Piccolo trova lo spunto giusto, o nel paio di occasioni in cui la difesa calabrese viene presa controtempo. La Virtus ci mette un po' per guadagnare metri, ma nella parte finale del primo tempo alza il baricentro quanto basta per manovrare con più costanza intorno all'area di rigore dei calabresi. Sulle gradinate del Biondi si sta per gridare al gol al 33': Bacinovic innesca Di Cecco, il suo traversone scavalca tutta la difesa calabrese e trova Vastola al posto giusto al momento giusto, ma l'inzuccata va clamorosamente fuori bersaglio. Sfortuna o mancanza di determinazione? Di certo la dea bendata dimostra di non essere dalla parte dei padroni di casa due minuti dopo, quando l'incursione buona sembra quella di Marilungo, ma la palla destinata a Piccolo viene deviata da Claiton sulla traversa. La squadra di D'Aversa cresce, affonda con più convinzione e mette alle strette il Crotone. Verso la porta di Cordaz purtroppo arriva solo qualche conclusione fuori bersaglio. La Virtus reclama un rigore al 27' per un fallo su Piccolo, ma La Penna opta per la simulazione, e non porta pane a casa neanche la classica punizione di Mammarella nel minuto di recupero: sembra proprio la “mattonella” del capitano, ma la palla si infrange sulla barriera. D'Aversa tenta di dare nuova linfa all'attacco mettendo dentro Lanini e Padovan per Di Francesco e Marilungo. Il Crotone però dimostra di essere squadra quadrata, e occupa egregiamente la propria metà campo, riducendo al lumicino gli spazi per la manovra dei padroni di casa.
Gli uomini di Juric nella ripresa controllano al meglio la sfuriata dei padroni di casa e sanno essere sempre pericolosi nelle ripartenze: rischia di essere letale quella che porta Budimir al tiro all'8', ma stavolta Casadei ci mette una pezza, riscattando il liscio che è costato lo svantaggio. I frutti che dà la pressione rossonera sono pochi e pure acerbi, ma soprattutto smettono presto di sbocciare, perché la squadra sembra spegnersi. La parte conclusiva della partita pare un lento e cadenzato fraseggiare del Crotone: i rossoneri appaiono poveri di idee, servirebbe una fiammata improvvisa, ed è proprio quella che giunge a pochi minuti dal termine con la conclusione di Piccolo dal limite che brucia Cordaz. È solo un punto ma è meglio di niente.
Andrea Rapino
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