Una “bolla” per mettere al sicuro il trofeo Matteotti

21 Agosto 2020

Limitati i contatti con il pubblico per le 26 squadre al via di cui quattro World Tour Il direttore tecnico Giuliani: «Esserci è già una vittoria». E Ricci ricorda Verzella

PESCARA. Nel segno della tradizione e della continuità. Il trofeo Matteotti è nato nel 1945 quando l’Italia era in difficoltà e resiste anche alla pandemia mondiale che ha limitato e sta limitando la vita di tutti. Sabato 29 agosto si correrà la 73ª edizione della classica del ciclismo abruzzese e il solo fatto di esserci rappresenta una vittoria. Un concetto, questo, sottolineato alla presentazione della manifestazione nella sala consiliare del Comune di Pescara con il sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l’assessore regionale allo sport Guido Quintino Liris. Assente invece Daniele Sebastiani, presidente dell’Us Perna (nonché del Pescara calcio) che organizza il Matteotti.
Sabato 29 agosto partirà anche il Tour de France, quindi non ci saranno i big. Ma tra le 26 squadre (ognuna con sei corridori) iscritte ce ne sono quattro World Tour, quindi il livello sarà comunque valido. Ulissi e Visconti i più attesi tra gli annunciati. Si correrà in tempo di Covid e quindi con tutte le precauzioni del caso. Ogni corridore, ad esempio, effettuerà un tampone sei giorni prima e tre giorni prima la corsa e sarà sottoposto alla misurazione della temperatura corporea dal medico della squadra tutti i giorni. Il trofeo Matteotti avrà un responsabile Covid, il dottor Vecchiet. Sarà creata una bolla attorno ai corridori, al raduno di piazza Salotto la mattina del 29 agosto. Ci saranno una zona corridori, una zona giudici e altre zone riservate. Il contatto con il pubblico sarà limitato. Dal raduno in piazza Salotto la carovana si trasferirà in Piazza Duca degli Abruzzi dove è prevista la partenza alle ore 11,15. Il Matteotti si snoderà lungo 195 chilometri, il circuito è lo stesso dell’anno scorso. L’arrivo è previsto tra le 15,50 e le 16,20.
«Per noi è una grande vittoria questa ripartenza, abbiamo vinto prim’ancora di salire in bicicletta», il commento di un sorridente Stefano Giuliani, direttore tecnico del Matteotti per il terzo anno di fila. «Ci abbiamo sempre creduto, anche nei momenti difficili. E il nostro vuole essere un messaggio di speranza per tutti. Ce l’abbiamo fatta noi, ce la faremo tutti». E poi una riflessione: «Quattro mesi fa erano più i no che i sì; invece, la fiducia degli sponsor e l’appoggio della gente ci hanno spinto a organizzare questa 73ª edizione, grazie anche all’aiuto dei Comuni di Pescara e Montesilvano. E della Regione».
Infine: «Non sarà una festa popolare come negli anni scorsi», sostiene Stefano Giuliani. «Non ci saranno gli arrosticini lungo il percorso, vorrà dire che per quest’anno faremo la dieta». La sintesi del Matteotti andrà in differita sulla Rai subito dopo il Tour de France. Di certo, non ci sarà Dario Cataldo, di Miglianico; difficile la presenza del teatino Giulio Ciccone.
Il ricordo. Renato Ricci, l’ex presidente dell’Us Perna, la società che organizza il Matteotti, ha rivolto un «pensiero a Luciano Verzella, un nostro storico collaboratore scomparso durante il lockdown a cui non siamo potuti nemmeno andare a dire grazie sulla bara, al funerale. Il mio applauso per la prosecuzione di un evento nel solco della tradizione va a Daniele Sebastiani e a Stefano Giuliani, bravissimi oggi più che mai».
I soldi della Regione. Ieri si è parlato di trofeo Matteotti anche durante la giunta regionale visto che è stato deciso un contributo di 40.000,00 euro per l’organizzazione della manifestazione. All’Atri Cup, invece, sono stati assegnati 25.000,00 euro; 30mila agli Internazionali di tennis dell’Aquila, e 35.000,00 per l’organizzazione della manifestazione “Internazionale d’Italia di pattinaggio a rotelle corsa su pista e su strada 2020”.
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