Una bomba per la Francia Ora è quella del razzismo

2 Giugno 2016

Benzema contro il selezionatore Deschamps: «Si è piegato alle pressioni» Nel mirino le esclusioni dei giocatori di origine nordafricana. Il caso Germania

Niente gol stavolta. Ma Karim Benzema conquista lo stesso i riflettori dell’Europeo, giocando sull’anticipo. Accuse pesanti quelle lanciate dall’attaccante del Real Madrid, escluso dalla lista dei convocati della nazionale francese.

«Deschamps razzista». In una Francia ormai blindata per la paura di attacchi terroristici, ecco un altro caso che rischia di far passare il calcio giocato in secondo piano. «Penso che Didier Deschamps si sia piegato alle pressioni di una parte razzista della Francia», ha tuonato Benzema cercando di spiegare il perché della sua esclusione.

«Dovete sapere che nel mio Paese il partito estremista è arrivato al secondo turno nelle ultime elezioni, quindi non so se a decidere sia stato solo Didier, io con il ct mi sono trovato bene e anche con il presidente federale - ha continuato Benzema-. Non ho problemi con nessuno, c'è chi prova a vendermi come una persona che provoca problemi, che non è mai contento, dicono che la gente non mi vuole, ma è tutto falso e infatti ho più di 40 milioni di fans nel social network. Di sicuro ci sono state grandi pressioni, anche mediatiche, sono state scritte e dette tante falsità, poi c'è chi fa le indagini e onestamente non mi fido di loro».

Le reazioni. Apriti cielo. «Sono accuse inaccettabili e ingiustificabili», ha tuonato subito il Segretario di stato dello sport francese, Thierry Braillard. «Non c'è assolutamente razzismo all'interno della Federazione, le scelte di Deschamps si basano solo su criteri e competenze tecniche».

A prendere le difese del ct dei "bleus" anche il presidente federale Noel Le Graet, tra l'altro anche lui coinvolto nel discorso di Benzema. «Non voglio cambiare il mio pensiero su Karim che è positivo, ha detto che ama la Nazionale francese, che vuole tornare, ma le sue parole non sono state felici anche perché se c'è uno che lo ha sempre difeso, convocandolo anche quando non era al top della condizione, questo è Deschamps. Non voglio fare commenti sull'argomento razzismo, non c'è alcuna ragione per replicare a questo genere di cose».

Altre accuse al Ct. In realtà non è la prima volta che Deschamps finisce sotto accusa per razzismo. Prima di Benzema, ad accusare il Ct di cedimenti al razzismo era stato Eric Cantona. Intervistato dal Guardian, aveva accusato il ct di aver escluso il centravanti del Real e Ben Arfa a causa delle loro «origini nordafricane».

Deschamps non aveva commentato, ma era stato difeso a spada tratta dalla Federazione. Poi era stata la volta del popolarissimo comico Jamel Debbouze, secondo il quale i due talenti «pagano la situazione sociale» del paese.

Germania e barrette. Comunque, al di là delle credibilità di Benzema, esiste un problema non limitato alla Francia. Basta pensare a cosa è successo pochi giorni fa in Germania. Ai sostenitori di Pegida, il movimento tedesco antislamista, non è piaciuta l'idea della Ferrero di mettere sulle confezioni delle famose barrette Kinder le immagini dei calciatori della nazionale tedesca da bambini. Il motivo? Perché nella selezione dei calciatori scelti ci sono anche Jérome Boateng e Ilkay Guendogan, il primo di origine ghanese, il secondo turca, che secondo i militanti del movimento xenofobo e anti-islamico non incarnerebbero la vera anima nazionale tedesca.

E in Italia... Quantomeno stavolta l’Italia resta fuori da situazioni vergognose. In passato Mario Balotelli è stato al centro di episodi di razzismo, e qualcuno storceva la bocca anche quando Cesare Prandelli iniziò a convocare gli oriundi. Adesso gli oriundi sono nel dna azzurro (nessuno si è sognato di contestare la scelta di Eder o Thiago Motta), mentre l’unico giocatore di colore nei 23 è Angelo Ogbonna. “Unico” non certo per razzismo, ma perché oggettivamente non c’era nessuno altro (Balotelli compreso) all’altezza della nazionale.

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