Una città dello sport oggi apre le porte alla squadra di Conte

9 Giugno 2016

Alle 10.30 il primo allenamento al centro “Bernard Gasset” Palestre e otto campi da calcio, ma anche tennis e basket

INVIATO A MONTPELLIER. Antoine ha il suo bel daffare per tenere a bada una dozzina di dodicenni irrequieti. Già, perché Antoine è un professore di ginnastica in una scuola media della periferia di Montpellier e come ogni mercoledì mattina accompagna la chiassosa scolaresca a giocare a basket nel parco di Grammont nel cui complesso sorge anche il centro sportivo “Bernard Gasset” che da oggi ospiterà gli allenamenti dell’Italia. «Buffon, Buffon, Buffon», intonano all’unisono i ragazzini aggrappati alle reti che separono i campi da basket dal “buen retiro” italiano. L’insegnante impiega un po’ a convincerli che gli azzurri calcheranno il manto erboso solo dal giorno dopo ma alla fine palla a due e sotto con i canestri. Già, perchè il “Montpellier Herault Sport Club” sorge in una sorta di cittadella dello sport, stretto nella morsa di una decina di campi da tennis, altrettanti da basket, uno skatepark, un centro equestre e un percorso vita. Una Disneyland a 5 cerchi che non sembra avvertire l’allerta terrorismo. Certo, il “Bernard Gasset” offre le massime garanzie sotto il profilo della sicurezza. Dista appena tre chilometri dall’hotel Marriot Courtyard e vi si accede attraverso un vialone ampio e poco trafficato, ideale per chi deve garantire la sicurezza. Il centro è presidiato dagli addetti alla vigilanza e da numerose telecamere a circuito chiuso e del filo spinato sopra le reti assolve la funzione di deterrente nei confronti dei malintenzionati. I teloni a prova di occhi indiscreti più che nei confronti di potenziali attentatori sembrano rivolti agli agenti segreti delle squadre avversarie inviati per spiare gli accorgimenti tattici del Ct Antonio Conte. È la struttura ideale per le esigenze della Nazionale: palestre attrezzate, centro di fisioterapia e otto campi da calcio in erba naturale e sintetica. Cinque giardinieri curano adeguatamente ogni filo d’erba perchè sanno che Conte è allenatore scrupoloso e attento al dettaglio, quasi maniacale e non possono permettersi zolle ribelli. Ognuno degli otto campi è intestato a giocatori del passato del Montpellier, da Pascal Baills a Laurent Blanc, da Mama Quattara a Mapou Yanga-Mbiwa, sì, proprio lui l’ex giocatore della Roma che nella capitale non ha lasciato traccia ma che qui è stato protagonista della conquista della prima Ligue 1 della storia del Montpellier nel 2012. L’addetto alla logistica della Figc non ha lasciato niente al caso e nel campionato virtuale dell’organizzazione l’Italia sarebbe già in semifinale. Chiedete pure informazioni alla Svizzera che invece si allena nello stadio del Montpellier, nel quartiere della Paillade, la zona islamica della città ma soprattutto la più trafficata e caotica. Questa mattina per l’Italia alle 10.30 allenamento a porte aperte e la tribuna da seicento posti sarà sicuramente gremita. Mal che va si potrà sbirciare dall’attiguo campo di basket. Ci sarà anche il professor Antoine e stavolta con i più grandicelli, quelli dell’ultimo anno.

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