Una rasoiata di Sarritzu e L’Aquila sale a più 10: ora la serie D è a un passo

27 Febbraio 2023

La capolista piega la Rc Angolana e si avvicina alla promozione Gara decisa nella ripresa, allo scadere Mascolo salva il risultato

RC ANGOLANA0
L’AQUILA1
RENATO CURI ANGOLANA: Colantonio, Curti, Gobbo Carrer (42’ st Lombardi), Cichella (14’ st Tommaselli), Pastafiglia, Fabrizi, Ucci (14’ st D’Ercole), Di Nicola, Pendenza, Marcucci, Montiel. A disposizione Puddu, Reale, Correa, Pierfelice, Memmo, Tidiane. Allenatore: Miani.

L’AQUILA: Mascolo, Bellardinelli, Cassese, Brunetti, Tavoni, Carbonelli (44’ st Mantini), Diarra, Corticchia, Massetti (24’ st Marchionni), Shiba (46’ st Santirocco), Sarritzu (39’ st Rei). A disposizione Barbagallo, Pietropaolo, Scipioni, Sorrini, Alessandro. Allenatore: Epifani.

Arbitro: Lupinski di Albano Laziale.
Rete: 31’ st Sarritzu.
Note: ammoniti Gobbo Carrer, Cichella, Tommaselli, Lombardi; recupero 1’ pt 7’ st; spettatori 400 di cui 100 circa ospiti.
CITTÀ SANT’ANGELO
L’Aquila espugna 1-0 il terreno della Renato Curi Angolana e piazza, probabilmente, l’allungo decisivo per la vittoria finale, portando a 10 i punti di vantaggio sulla più diretta inseguitrice, mentre l’Angolana rimane ampiamente in corsa per il secondo posto, ora a 3 lunghezze. La gara inizia sotto una fitta pioggia, che crea qualche problema a due squadre molto tecniche, anche se comunque il terreno del Petruzzi tiene bene.
I nerazzurri si schierano col 3-5-2, costretti a fare a meno di Ciarcelluti, Restaneo e D’Ercole per problemi muscolari, quindi costretti a ridisegnare in parte la squadra per sostituire i due esterni titolari e il centrocampista di qualità. Gli ospiti optano per un 4-4-2 con in avanti il più sgusciante Sarritzu rispetto ad Alessandro. L’avvio è da subito combattuto, con le due formazioni che prediligono la fase difensiva per non lasciare spazi agli avversari, senza però disdegnare di attaccare quando possibile. L’Angolana si fa preferire, rendendosi più pericolosa e stoppando ogni tentativo di penetrazione nei propri sedici metri. La prima occasionissima è per Pendenza, che all’8’ sfrutta una discesa di Gobbo Carrer sulla sinistra, ma sul primo palo la sua deviazione da due passi termina a lato. Poco dopo metà frazione, su un cross, il colpo di testa dalla breve distanza è di Montiel con la sfera che sfiora la traversa. Per assistere alla prima conclusione degli aquilani bisogna aspettare il 44’, con Corticchia che da due passi colpisce la sfera in maniera sporca non centrando la porta. Così la prima frazione si chiude coi due portieri che mantengono i guantoni praticamente intonsi.
Nella ripresa il leit motiv rimane pressoché invariato, con le due squadre combattive ma poco concrete. La variante è che L’Aquila alza il baricentro occupando con più stabilità la metà campo avversaria. Tuttavia la prima conclusione del secondo tempo è ancora della Renato Curi Angolana, che ci prova dalla lunga distanza con Di Nicola che non centra la porta. Dopo le prime sostituzioni, a metà tempo si alzano le proteste dei padroni di casa per un presunto tocco di mani in area di Shiba, che sembra esserci anche se non in maniera fallosa. Poco dopo il neo entrato Marchionni prova a sgusciare in area ma conclude di poco fuori. Poi alla mezz’ora la grossa opportunità, col colpo di testa di Shiba che colpisce la traversa. È solo il preludio al vantaggio ospite, che arriva un minuto dopo con una rasoiata dal limite dell’area di Sarritzu.
I padroni di casa non mollano, e al 39’ hanno una grossa opportunità per il pareggio con Tommaselli liberato davanti alla porta, ma Mascolo a tu per tu fa il miracolo. È l’ultima emozione di questa gara, con gli aquilani che al triplice fischio vanno a festeggiare coi loro tifosi sotto alla tribuna ospite.
Roberto Marchione
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