«Vai Teramo, adesso prenditi la salvezza»

Grilli e Orta spingono i biancorossi verso la gara-verità contro la Maceratese L’ex portiere: «La rosa non è da bassifondi». L’attaccante: «Punto su Sansovini»
TERAMO. Maceratese-Teramo, sfida decisiva per le prospettive di salvezza del Diavolo, vista con gli occhi di due ex di entrambe le squadre: Fabrizio Grilli e Mario Orta. Dalla sua casa in provincia di Fermo, dove vive con la famiglia, Grilli parla del club lasciato improvvisamente due mesi fa (era tornato la scorsa estate per ricoprire il ruolo di preparatore dei portieri) dopo una discussione con il tecnico Ugolotti.
«Quella di domenica è una partita importante e fondamentale per il Teramo», dice Grilli, classe 1965, ex portiere e capitano biancorosso dal 1992 al '99, «perché c'è ancora margine per evitare i play out. La difficile situazione della Maceratese, alle prese da tempo con problemi societari, potrebbe rappresentare un vantaggio. Il Teramo, pertanto, non ha alternative e deve spingere sull'acceleratore se vuole conquistare tre punti vitali. Mantenere la Lega Pro ha un'importanza enorme. E' un peccato vedere una piazza come Teramo che in questo momento sta soffrendo. Spero ci sia spazio per raddrizzare in extremis un'annata balorda. La rosa non è certamente da bassifondi della classifica».
Sfogliando l'album dei ricordi, Grilli racconta: «Quando giocavo con i biancorossi ho quasi sempre pareggiato o vinto a Macerata. Ricordo bene uno 0-2 del marzo 1998, con doppietta di Nicoletti, e il caos per l'espulsione di Colantuono (l’allenatore del Bari, ndc), nel tunnel degli spogliatoi, tra il primo e il secondo tempo. Tra Maceratese e Teramo sono sempre state sfide belle e molto combattute».
A proposito dei motivi che hanno portato al suo addio al Teramo lo scorso febbraio, Grilli evita l'argomento: «Non voglio parlarne nè fare polemiche. Adesso conta solo il futuro della squadra e di un gruppo che ho avuto modo di apprezzare nei mesi scorsi. Chi mi conosce sa quanto amo questi colori e le rinunce che ho fatto nell'epoca in cui giocavo a Teramo. Sono e resterò per sempre il primo tifoso del Diavolo, in qualsiasi categoria».
Un altro doppio ex è il 32enne attaccante Mario Orta, che in maglia biancorossa ha realizzato 57 reti tra il 2008 e il 2011 (nelle prime tre stagioni dell'era Campitelli) contribuendo alla scalata dalla Promozione alla serie D.
«A Macerata è una partita delicata», dice l'attuale bomber della Rc Angolana, «e il Teramo si gioca una buona parte delle chance di salvezza. Deve cercare di vincere a tutti i costi. La Maceratese, dal canto suo, ha una tranquillità di classifica invidiabile, al di là della situazione societaria piuttosto complessa. Sinceramente non mi sarei mai aspettato di vedere il Teramo al quintultimo posto a tre giornate dalla fine del campionato. Il calcio, a volte, è strano e ogni anno può regalare sorprese anche negative. Comunque c'è ancora tempo per rimediare. La salvezza diretta è a pochi passi. L'importante è non sbagliare più da domenica in avanti. A Teramo ho lasciato bellissimi ricordi e ho tanti amici. Seguo con interesse e affetto le vicende biancorosse. Su chi punterei in questo finale di stagione? Su Marco Sansovini. Ha tanta esperienza e resta sempre uno dei migliori attaccanti in circolazione».
Gaetano Lombardino
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