Var e proteste: Roma fuori a testa alta

7 Marzo 2019

Ai supplementari passa il Porto con un rigore contestato, i giallorossi ne reclamano uno su Schick. Manolas: «Una vergogna»

OPORTO. Capolinea amaro della Roma a Oporto. I giallorossi chiudono nel peggiore dei modi la più brutta settimana della stagione, eliminati dai portoghesi negli ottavi di Champions, anche se possono recriminare un po’ di sfortuna e una Var con poca par condicio. Al Do Dragao è festa lusitana, finisce 3-1 per i padroni di casa che hanno però dovuto far ricorso ai supplementari e a un rigore fischiato dal Var all'11' del sts, per avere ragione di una Roma non bella (nessuna novità su questo fronte), ma almeno caparbia e soprattutto sfortunata. Va avanti il Porto, che è la squadra tra le due che ha sbagliato di meno nell'arco dei 210' e che per il match clou ritrova la coppia d'attacco titolare (Marega-Corona), vero incubo nella retroguardia giallorossa, almeno finché ha retto loro il fiato. Per l'ennesimo dentro o fuori della stagione, Di Francesco vira a sorpresa sul 3-4-3, mandando in panchina (Florenzi, Cristante, Pellegrini, El Shaarawy) e tribuna (Fazio, Kluivert) tanti pezzi da novanta. Equilibrio è la parola d'ordine del tecnico che si presenta con Juan Jesus-Manolas-Marcano dietro, un centrocampo più robusto (Karsdorp e Kolarov ai lati di De Rossi e Nzonzi), dietro a un attacco con pochi punti di riferimento (Dzeko, Zaniolo e Perotti). Conceicao rispetto a tre settimane fa ritrova le due pedine importanti in attacco, rispolverando il 4-4-2, con il messicano che mette subito in subbuglio la difesa giallorossa.
Il Porto ci prova un paio di volte con Corona, poi al 26' colpisce con Tiquino bravo a finalizzare un’azione nata da un errore di Manolas. La Roma ci mette cuore ma è la personalità che manca. Ci vuole una giocata e ci pensa Perotti a saltare Militao che non può far altro che buttarlo giù davanti agli occhi di Cakir che non ha dubbi: il capitano De Rossi si prende la responsabilità di tirare il penalty, è 1-1 al 37'. Il Porto accusa il colpo e il pareggio dà coraggio agli uomini di Di Francesco che chiudono avanti la prima frazione.
La ripresa inizia con un brivido per Olsen che prima si salva su una staffilata di Marega poi deve arrendersi (8') al bomber maliano pescato alla grande da Corona dopo un’uscita sbagliata di Karsdorp. Che, ammonito e stanco, lascia il campo per Florenzi, mentre Dzeko e Pepe non se le mandano a dire e si prendono due gialli. La partita diventa brutta e nervosa, il gioco è frammentato, quando mancano 10' Marcano esce per crampi: dentro Cristante e ritorno al 4-3-3.
Dzeko, nel finale, prima si divora un gol e poi viene smorzato sul più bello sulla linea da Pepe (108' e 110'). Nei supplementari c'è solo la Roma in campo e quando tutto sembra andare verso i rigori ecco che Cakir si prende il ruolo di protagonista, prima punendo in maniera fiscale un fallo di Florenzi su Fernando e poi non giudicando con lo stesso metro un contatto in area tra Schick e Marega. «È una vergogna», il commento a caldo nel dopo partita di Manolas.
Capolinea Roma, forse capolinea anche per Eusebio Di Francesco a forte rischio esonero.
Angelo Caradonna