Var, la grande novità: la moviola in campo solo su alcuni episodi

Video assistant referee: ovvero Var. Sarà la novità della serie A, una svolta epocale per il calcio, in primis quello italiano. Si partirà domani con l’anticipo della prima giornata Juventus-Cagliari...
Video assistant referee: ovvero Var. Sarà la novità della serie A, una svolta epocale per il calcio, in primis quello italiano. Si partirà domani con l’anticipo della prima giornata Juventus-Cagliari (ore 18), dopo la sperimentazione offline della passata stagione. Niente più addizionali di porta. La terna arbitrale sarà supportata dal quarto uomo e da Var1 e Var2, posizionati in un camioncino all’interno dello stadio che potranno vedere le immagini riprese da almeno sei telecamere. Comunicheranno con l’arbitro al quale comunque spetterà l’ultima decisione. Interverranno solo su alcuni casi, non tutti: il gol, il calcio di rigore, fallo grave o gesto violento da rosso diretto e scambio di persona. Sulle situazioni di gol-non gol dalla stagione 2015-2016 c’è già il supporto tecnologico grazie alla goal-line technology. Tanto per fare un esempio il Var non interverrà sui falli da cartellino giallo. L’obiettivo è eliminare gli errori grossolani.
Sul gol deve valutare se ci sono state infrazioni: fuorigioco, fallo in attacco, se il pallone è uscito dal campo prima di entrare in rete. Una sperimentazione che non sarà globale, dal momento che l’aiuto della tecnologia non sarà presente in Premier League e in Liga. Men che meno in Champions League, dal momento che l’Uefa, e il suo presidente Ceferin, non è convinta. Chi, invece, punta tutto sul Var è la Fifa e il suo presidente Gianni Infantino, colui il quale ha dato la spinta decisiva all’utilizzo della cosiddetta moviola in campo. L’Italia si è subito accodata, dando la disponibilità alla sperimentazione. Il responsabile per la serie A è Roberto Rosetti che dovrà coordinare la squadra di 22 arbitri e 41 assistenti di serie A designati dal nuovo responsabile Nicola Rizzoli, nominato in estate al posto di Messina. La Premier dovrebbe partire nel 2018 e il Var sarà utilizzato anche nei Mondiali in Russia, l’anno prossimo. Tutto liscio? Mica tanto. Siamo in fase di sperimentazione, non c’è un protocollo di intervento sui singoli casi. Sarà costruito cammin facendo. Il problema all’orizzonte sarà il tempo che intercorrerà tra l’episodio e la decisione. Secondo le previsioni non deve superare il minuto. Di recente, c’è stato un caso emblematico nella Supercoppa olandese: prima non è stato concesso un rigore solare al Vitesse e poi sul ribaltamento di fronte ha segnato il Feyenoord. Il Var è intervenuto segnalando il penalty e, di conseguenza, annullando la rete. Così si è passati dal possibile 2-0 all’1-1. Si calcola che le partite potranno durare dai 100 ai 105 minuti, recuperi compresi. Altro tema controverso: allenatori e giocatori non potranno chiedere l’utilizzo del Var: sarà l’arbitro, su indicazione di Var1 e Var2, a decidere se e come ricorrere all’aiuto delle immagini televisive. E in tal caso o si fiderà della decisione comunicata dalla cabina di regia oppure chiederà di rivedere l’azione incriminata in un monitor a bordo campo. La Lega di A ha messo in preventivo una spesa di circa 2 milioni di euro per dotare tutti i campi del Var. Sarà una svolta epocale. Dopo anni trascorsi a chiedere la moviola in campo ecco che un primo passo concreto è stato fatto. La sensazione è che, almeno all’inizio, le polemiche resteranno vuoi perché siamo in fase di sperimentazione vuoi perché l’ignoranza (ovvero mancata conoscenza delle regole) non sarà colmabile nel giro di qualche mese di Var.(r.c.)
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