Vastese-Amelia, è finita In panchina arriva Silva
I biancorossi hanno l’accordo con l’ex Ascoli. Chieti, clima teso nello spogliatoio Giulianova, via Castiglia: preso Lenoci. Bartolini strizza l’occhio alla Civitanovese
PESCARA. L’avventura di Marco Amelia alla Vastese è durata 210 giorni. Altro che progetto triennale. Ieri mattina, dopo la sconfitta con il Campobasso e un confronto (l’ennesimo) con la società, è stato sancito il divorzio. Resta da capire solo la formula, se sarà esonero oppure se il tecnico romano rassegnerà le dimissioni, ma quel che è certo è che le strade si divideranno. Una volta concluso il rapporto con Amelia, la Vastese annuncerà il nuovo allenatore. C’è già l’accordo con Massimo Silva, 68 anni, ex tecnico in B dell’Ascoli nel 2004-2005 insieme a Marco Giampaolo (l’allenatore giuliese non aveva il patentino per allenare in B, ndr), squadra nella quale poi è tornato più volte. Per Silva una lunga esperienza nei professionisti, tra le altre, con Grosseto e Sambenedettese, e le ultime esperienze in D con Campobasso e Isernia. Oggi dovrebbe dirigere il primo allenamento. La conferma arriva dal presidente Franco Bolami che spiega i motivi del divorzio con Amelia. «È una scelta dolorosa, ma dopo tanti mesi di alti e bassi, qualcosa andava fatto», dice Bolami. «Avere una squadra del genere e non stare tra le prime posizioni ci dispiace e i tifosi hanno ragione ad essere delusi. Lo siamo anche noi, ecco perché abbiamo voluto dare una scossa».
Amelia è stato presentato in pompa magna a fine giugno e ha acceso l’entusiasmo della piazza per il suo passato da campione del mondo nel 2006, ma i risultati sono stati al di sotto delle aspettative e i continui cambi di formazione con esclusioni eccellenti, come le ultime di Dos Santos e Cosmo Palumbo contro il Campobasso, non hanno mai convinto fino in fondo. La classifica (8° posto, fuori dai play off) non rispecchia il valore di una squadra costruita con ambizioni importanti. «Quella di Amelia non è stata una scommessa persa», precisa Bolami, «il mister ha portato professionalità, ma ha pagato la poca esperienza. Con una squadra così, ci aspettavamo di più». Una settimana fa, dopo il tracollo a Fiuggi, Amelia aveva pensato di fare un passo indietro. «Poi ci abbiamo parlato e deciso di andare avanti insieme», conclude Bolami che, stavolta, insieme agli altri dirigenti, ha deciso di cambiare e di affidarsi all’esperienza di Silva.
Aria tesa a Chieti. Dopo l’ennesima umiliazione subita ad Agnone (5-0), la seconda di fila dopo quella rimediata in casa con il Porto Sant’Elpidio (0-5), la tensione in casa neroverde è alle stelle. Ieri la squadra ha ripreso ad allenarsi in vista dell’anticipo di sabato a Ortona con il Matelica. Il tecnico Alessandro Grandoni ha parlato a muso duro con la squadra, chiedendo compattezza e unità di intenti ai giocatori per provare a salvare una stagione compromessa (+2 sulla zona retrocessione, -8 dalla salvezza diretta), poi in serata ha incontrato la società per cercare soluzioni alla crisi. Dieci gol subìti in due partite (peggior difesa del campionato con 40 reti incassate) e zero fatti nelle ultime quattro giornate dimostrano che qualcosa si è rotto anche nelle dinamiche interne dello spogliatoio dove il clima è tutt’altro che sereno. Tocca ora a Grandoni rimettere insieme i cocci e salvare il salvabile.
A Giulianova tiene banco il futuro di Luciano Bartolini. Il presidente giallorosso, contestato dai tifosi, a fine stagione potrebbe lasciare la società. Bartolini, che non ha mai nascosto il suo malumore per il mancato sostegno da parte dell’amministrazione comunale e dell’imprenditoria locale, potrebbe rilevare a giugno la Civitanovese (Promozione). Quanto alla squadra, è divorzio con il mediano Ivan Castiglia. Barlafante è sempre più vicino al Catanzaro. Preso il centrocampista Giuseppe Lenoci, classe 2001, proveniente dalla Primavera dell’Ascoli.
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