Vastese senza pietà, poker al Chieti

5 Settembre 2016

Neroverdi ancora da assemblare, in settimana rinforzi. Sassaiola fuori dallo stadio: contusi un carabiniere e due poliziotti

VASTO. Fino a quando hanno retto gambe e polmoni le barricate del Chieti hanno resistito. Poi, a inizio di ripresa, nel giro di 8’, la Vastese fa sua la partita clou della prima giornata del girone F di serie D. Prima con un calcio di rigore procurato e trasformato da Prisco. Poi, con tre piccole perle firmate da Fiore, Cosenza e Manzo. La partita è tutta qui e, alla fine, la squadra di casa va sotto la curva D’Avalos e i ragazzi di Mariani sono già proiettati alla sfida di domenica con il San Nicolò. Con due certezze: la condizione sarà migliore e l’organico potenziato. In settimana, come ha anticipato il presidente Giacomini, arriveranno almeno quattro rinforzi, in un organico che ieri aveva 13 esordienti in serie D. Il risultato è giusto anche se troppo penalizzante per i neroverdi. Del resto la Vastese è già una squadra, il Chieti ancora un cantiere: Mariani avrà tanto da lavorare. Per ieri ha poco o nulla da rimproverarsi perché quest’anno l’Aragona sarà un campo complicato per tutti. La Vastese, infatti, sembra non voler fare sconti a nessuno, anche se il test di ieri ha bisogno di conferme. A cominciare da domenica, sul campo del San Marino.

Da condannare gli episodi extracalcio: per una decina di minuti, in pieno centro abitato, alcune bombe carta, sassi e bottiglie di vetro sono stati lanciati all’indirizzo dei tifosi neroverdi. Ne hanno fatto le spese i balconi di una palazzina, diverse auto dei tifosi del Chieti e di alcuni residenti, oltre alla vetrina di una palestra e al tettuccio di un blindato della polizia. Lievi ferite a una mano per un carabiniere, medicato in ospedale, e leggere contusioni per due poliziotti. Le riprese effettuate dalle forze dell’ordine e le immagini delle telecamere esterne dello stadio potrebbero consentire di risalire ai responsabili. «I fatti di violenza sono da condannare per una comunità ospitale e portatrice di educazione e di rispetto degli altri», dichiara il sindaco Francesco Menna. «Mi auguro che le forze dell’ordine possano subito individuare i responsabili per allontanarli dallo sport. Faccio appello ai tifosi veri perché aiutino a individuarli».

Ma torniamo alla gara. È la Vastese a fare la partita, ma il Chieti si difende con ordine. Mariani opta per un 4-3-3 che in fase di non possesso si trasforma in un 4-5-1. L’idea è buona, almeno fino a quando reggono gambe e polmoni. La Vastese fa fatica a sfondare sulle fasce, riuscendo a rendersi pericolosa solo su calci da fermo. La partita va avanti a strappi, il caldo è tremendo. Si gioca quasi a una porta, ma il risultato resta inchiodato sullo 0-0 fino al riposo.

All’inizio della ripresa la squadra di Colavitto passa in vantaggio con un rigore realizzato da Prisco. Un gol che spacca la partita. Il Chieti fa fatica a reagire. Anzi, crolla. E subito dopo subisce il raddoppio. La partita non esiste più. Infatti, poco dopo, la Vastese va nuovamente in gol: a metterci lo zampino è sempre Felici dalla media distanza: il pallone si stampa prima sull’incrocio dei pali e poi viene corretto in rete da Cosenza. Poco dopo è Manzo, con un diagonale che sorprende l’estremo difensore ospite, a fissare il punteggio sul 4-0.

Gaetano Quagliarella

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