Vastola-gol, poi il rosso... Il Lanciano fa pari in dieci

Rossoneri subito in rete, dopo l’espulsione di Thiam: il Varese si salva
VARESE. E’ vero che l’iniziale vantaggio poteva essere gestito meglio, ma sarebbe potuto andare anche peggio. Il Lanciano torna da Masnago con un punto prezioso, al termine di una gara nata sotto una buona stella, eclissatasi incredibilmente dopo meno di mezz’ora, a causa dell’espulsione di Thiam che ha compromesso i piani del Lanciano. Un pareggio giusto, importante per il Lanciano anche per il modo col quale l’ha cercato e difeso senza eccessivi timori reverenziali: le sostituzioni di D’Aversa, infatti, hanno riguardato solo attaccanti. Frentani ancora imbattuti e ancora a punti all’Ossola che si conferma uno stadio portafortuna.
Proprio come contro il Modena, il Lanciano inizia a spron battuto, con la differenza che al primo tentativo riesce anche a passare in vantaggio. Con il marchio di fabbrica degli ultimi anni, ovvero sugli sviluppi di calcio fa fermo.
Basta una punizione di Mammarella dalla sinistra per seminare il panico nella difesa del Varese, che si lascia sorprendere dall’inserimento di Vastola: il centrocampista prende il tempo al proprio avversario e batte Bastianoni con un preciso colpo di testa. I biancorossi accennano ad un tentativo di reazione, ma il tentativo di Petkovic (in estate è stato sul punto di firmare per la Virtus) è debole e centrale. Lanciano che si chiude bene, prova a far male in contropiede anche se non riesce a concretizzare negli ultimi sedici metri. Il Varese di fatto non gioca, ma ha un’altra buona opportunità al 26’, con l’appoggio di Petkovic per l’accorrente Corti, il quale di prima non riesce ad imprimere potenza e precisione al tiro. Sembra tutto facile per il Lanciano, ma la tegola è dietro l’angolo. Thiam subisce fallo da Borghese e nel cadere rifila un calcio al difensore biancorosso: Maresca vede tutto e non perdona l’attaccante.
In vantaggio di un gol, D’Aversa passa al 4-4-1, con Gatto unico riferimento offensivo e Grossi a scalare sulla linea dei centrocampisti. Il risultato è che per il Varese gli spazi si riducono e servono i lanci lunghi per cercare di scardinare l’attenta retroguardia frentana. Che qualche pecca ce l’ha al 44’, quando permette a Neto Pereira di impattare col tacco un cross dalla sinistra di De Vito, seppur la sfera termini fuori di poco. Dopo un rigore reclamato a gran voce dal Varese per un sandwich ai danni di Petkovic (anche stavolta non perfetto Ferrario), il Lanciano si affida all’assolo di Gatto, che supera due avversari e dalla distanza costringe Bastianoni alla risposta coi pugni. Nella ripresa D’Aversa opta subito per Monachello, che va a ricoprire il ruolo di prima punta, con Gatto e Grossi sulle corsie laterali. Ma l’avvio non corrisponde ai suoi piani, perché il Varese subito sfiora il pareggio (5’), con il colpo di testa di Grossi che sulla punizione di Scapinello per poco non regala il pareggio alla sua ex squadra, col pallone che si stampa sulla traversa. Nonostante l’ingresso in campo di Pinato, è sempre il Varese a fare la partita. Dopo la girata di Scapinello che finisce di un soffio a lato, va meglio a Neto Pereira al 16’. Il brasiliano si infila in area, non viene chiuso da Ferrario e buca agevolmente Nicolas. E’ il momento peggiore per il Lanciano, lo avverte il Varese che manca il raddoppio al 20’, con Petkovic che da buona posizione non colpisce bene la palla, e anche al 26’, con il sinistro di Cristiano che finisce a lato. Lo sbandamento del Lanciano, costato comunque il gol di Neto Pereira, dura poco e una volta passato consente agli uomini di D’Aversa di difendersi con meno paura, col Varese a sbattere contro il muro eretto dai frentani. Il Lanciano prova a giocarsela, con l’inserimento di Cerri per Gatto e il giovanissimo tridente offensivo a cercare un insperato gol vittoria. Non arriva, perché il finale sussulti non ne regala.
Pietro Mastrolilli

