Vastola, la forza dell’esperienza fa volare il Lanciano

15 Settembre 2014

A 36 anni il jolly rossonero riesce a essere ancora decisivo Virtus al quarto posto prima del trittico di gare ravvicinato

LANCIANO. Trentasei e non sentirli. Sono gli anni compiuti, il 10 maggio scorso, da Gaetano Vastola, autore del gol dell'iniziale vantaggio rossonero di Varese. Il più anziano, o per meglio dire il meno giovane dei venticinque atleti attualmente a disposizione del tecnico Roberto D'Aversa. Che è quasi coetaneo dell'esterno destro originario di Pompei, dato che tra i due passano pochissimi anni di differenza. Un'età, quella di Vastola, nella quale si è soliti appendere le scarpette al chiodo o, cosa assai diffusa nel calcio, scendere di categoria a caccia dell'ultimo contratto. Non è questo il caso in specie, visto che la carriera di Vastola, esclusa la stagione 2006-2007, vissuta in A ad Ascoli (17 presenze in totale), è stata un crescendo continuo. Anche in serie B, se è vero che da panchinaro quasi fisso, sotto la gestione di Baroni, quest'anno non ha ancora saltato una gara, e per giunta partendo sempre da titolare. Ovvio che non potrà giocarle tutte, tant'è che lo stesso D'Aversa, che ben conosce la sua generosità avendolo avuto, sino a due anni fa, come compagno di reparto, ne centellina le energie, tenendolo in campo per un'oretta circa di media (dagli 88' disputati a Catania, ai 45' di sabato scorso), nel corso della quale il giocatore non si risparmia di certo, secondo costume. Concedendosi anzi il lusso, com'è capitato l'altro ieri, di andare a segno, con un colpo di testa (la sua specialità) che sembrava potesse regalare alla Virtus l'ennesima vittoria in terra varesina, la seconda di fila in campionato. A rovinare però i piani della squadra frentana ha contribuito, in modo altrettanto decisivo, l'ingenua espulsione rimediata da Thiam, che lasciando i suoi in dieci per un'ora abbondante di gioco, ha in pratica creato i presupposti per il successivo pareggio, siglato al quarto d'ora della ripresa da Neto Pereira. Ecco perché, a conti fatti, il risultato finale è stato accolto senza eccessivi mugugni dalla Virtus. Che al netto del posticipo, è scesa in classifica al quarto posto (appaiata al Carpi) e viaggia in perfetta media inglese, avendo colto due punti in altrettante trasferte e l'intera posta in palio, nell'unico impegno sin qui giocato al Guido Biondi. Dove tornerà ad esibirsi sabato prossimo, in occasione della sfida col neopromosso Frosinone. Sfida con cui Mammarella e soci avranno modo di inaugurare il primo ravvicinato trittico di impegni della stagione. Tre gare nell'arco di una settimana, anzi, a voler essere pignoli, di nove giorni, dato che il terzo ed ultimo appuntamento di questo mini tour de force vedrà i frentani di scena di nuovo tra le mura amiche, in occasione del posticipo serale del 29 settembre prossimo (lunedì), contro il Bari che in trasferta va alla grande. In mezzo ai due appuntamenti casalinghi, il calendario prevede inoltre la trasferta di Brescia, altro ostacolo di tutto rispetto, ma sicuramente alla portata della Virtus attuale. Ideale mix tra i cosidetti esponenti della "vecchia guardia" (termine un po' indigesto a mister D'Aversa, che non ama fare distinzioni di questo tipo) e gli immancabili giovani da lanciare e valorizzare (in proprio o per conto terzi), secondo una logica aziendale che, almeno nell'ultimo triennio, ha regalato solo soddisfazioni ai Maio ed alla piazza frentana.

Stefano De Cristofaro

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