Venerdì i verdetti per le società a rischio iscrizione
Tre club di B e diversi di Lega Pro in difficoltà economica Domani scadrà il termine per mettersi in regola
PESCARA. E’ un’altra estate di passione e di speranze per i club in difficoltà economica. E la prossima sarà una settimana decisiva per capire chi potrà farcela e chi, invece, sarà destinata a scomparire dal panorama professionistico.
In serie B ci sono tre società in forte difficoltà: il Siena sembra destinato a sparire travolto dai debiti accumulati negli anni che hanno fatto precipitare la situazione dopo l’addio dello sponsor Banca Montepaschi Siena; il Brescia sembra potercela fare dopo aver rischiato grosso. E poi c’è il Varese, ma in questo caso la società ha promesso che ce la farà. Fino a due società non iscritte non saranno sostituite, visto che la Lega di serie B ha intenzione di ridurre il numero di club da 22 a 20. Se scompariranno tutte e tre le società in difficoltà si procederà al ripescaggio del Novara retrocesso sul campo in Lega Pro.
Nella terza serie nazionale la riforma dei campionati ha prodotto un ridimensionamento da 69 e 60 club. Pardon, 59 visto che la Nocerina è stata estromessa durante la scorsa stagione. E al suo posto dovrebbe salire la Corregese che ha vinto i play off della serie D.
Nonostante, la riforma è sempre crisi in Lega Pro. Sono nove i club che non hanno presentato la fideiussione (da 600mila euro) entro i termini previsti e andranno incontro a una penalizzazione di un punto. Si tratta di Grosseto, Ischia, Mantova, Melfi, Pavia, Viareggio, Pro Patria, Padova e Reggina. Ma alcuni di essi si metteranno in regola (vedi il Pavia) entro domani sera, termine ultimo per presentare ricorso alla prima bocciatura. Coma vigile, ma non irreversibile per Mantova (nelle ultime ore le speranze di farcela sono lievitate) e Pro Patria. Il verdetto – per tutte le pericolanti – arriverà venerdì quando si riunirà il consiglio federale della Figc per analizzare la documentazione fornita dalla Covisoc. Poi, le società escluse dai rispettivi campionati potranno fare ricorso, ma, in linea di massima, difficilmente sarà possibile ribaltare i verdetti del consiglio federale.
I ripescaggi avverranno attingendo una squadra dalla lista delle società di serie D che hanno fatto richiesta e una tra le retrocesse. Una volta definito l’organico si procederà alla composizione dei gironi, ma la Lega Pro non ha ancora ufficializzato il criterio di scelta. Possibile la tradizionale tripartizione geografica (nord,centro,sud) ma si sta vagliando anche l'opzione di una suddivisione diversa per dare maggior equilibrio e visibilità ai gironi magari inserendo squadre di aree geografiche diverse nello stesso girone. Anche nella prossima stagione sarà possibile attingere ai contributi federali attraverso il minutaggio dei giovani. Più li si fa giocare e più soldi arrivano nelle casse sociali. Ma la Lega Pro non ha fatto conoscere i criteri. Nella passata stagione in Prima divisione l’età media richiesta era inferiore a 25 anni e in Seconda inferiore ai 24. Resta da capire quale sarà il tesoretto che le 60 società si divideranno; la Lega Pro inizialmente pensava di poter mettere a disposizione circa 48 milioni di euro (16 dalla mutualità e più di 30 dalla quota parte della Legge Melandri per i diritti televisivi), ma le previsioni probabilmente andranno riviste al ribasso. Sensibilmente.
A cascata le iscrizioni saranno un problema anche per la serie D. Sono 171 le società aventi diritto: le 162 del format base (nove gironi da 18 squadre) più le nove scese dalla Lega Pro a seguito della riforma dei campionati. Quattro non hanno fatto domanda di iscrizione: Chiavari Caperana, Mariano Keller, Trissino Valdagno e Castel rigone. In più ci potrebbero essere altre defezioni dalla serie B e dalla Lega Pro. Insomma, il quadro è tutto da dipingere.
@roccocoletti1
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