Ventura e un’Italia senza il blocco Juve
Il mercato può spezzare la difesa bianconera. E i giovani sono out
INVIATO A PARIGI. Quanti pensieri. Giampiero Ventura si guarda l’Europeo in tv in vacanza con la moglie Luciana ma più i giorni passano e più il neo Ct (che deve ancora firmare...) si rende conto che i problemi di mercato con Cairo erano barzellette rispetto alle ansie colorate di azzurro. Troppi nazionali che se ne vanno in giro per il mondo, l’età media che sale mentre i giovani rischiano di fare panca anche nella prossima stagione, in più una qualificazione al Mondiale che mica è così sicura...
Azzurri in fuga. Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, sosteneva Baricco. In realtà Ventura è inquieto perché troppi nazionali stanno facendo le valigie e trovarsi (per gli stage) rischia di diventare ancora più complesso di quanto lo è già. E poi altra storia osservare un Pellè in Premier rispetto a trovarselo in Cina, oltretutto in un campionato ancora modesto, che non può farti crescere niente se non il conto in banca. Adesso anche lo spauracchio-Bonucci. Perché se davvero va a Manchester, ecco che d’improvviso si sgretola il blocco-Juve dal quale voleva ripartire. Un conto è avere Barzagli, Chiellini e Bonucci che lavorano a fianco sei giorni su sette, un conto è ricreare la linea a tre solo negli stage. Il tutto mentre pure Zaza potrebbe finire all’esterno, in Germania al Wolfsburg.
Giovani in panchina. Oggi in Italia solo il 33% dei giocatori è convocabile in nazionale visto l’utilizzo massiccio di (spesso improbabili) stranieri. Ventura sta seguendo il mercato e non si prospetta niente di buono. Al Toro è probabile che uno tra Baselli e Benassi faccia la panca ma rischia anche Zappacosta mentre Belotti il posto se lo deve conquistare; nella Lazio c’è Cataldi che spera di avere una chance in più con Simone Inzaghi ma parte riserva, nella Juve ecco Rugani che sembrava un predestinato e invece se resta rischia di diventare la quinta scelta dietro anche a Benatia; spostandosi a Napoli, se Gabbiadini non fa le valigie allora gioca solo quando non c’è Higuain ovvero mai. E poi che sarà di Bernardeschi? Perché pure lui sembra il numero 7 della nazionale del futuro, ma intanto deve sempre trovare il posto nella Fiorentina.
Uno dei pochi ad avere il posto sicuro è Berardi, probabilmente anche Romagnoli sempre che riesca a convincere da subito Montella. Ma è poco, davvero troppo poco per pensare di costruire un’Italia sui giovani.
Russia 2018 a rischio. Il presidente federale Tavecchio ha parlato di «ciclo aperto da Conte». Mah, a noi sembra che Conte abbia aperto e chiuso un ciclo, perché questa nazionale per molte ragioni non ha un futuro. E se ce l’ha (vista l’età media) rischia di essere di cristallo, nel senso che basta poco per incrinarsi.
Occhio poi perché la qualificazione al Mondiale in Russia del 2018 mica è così facile. Nel girone passa solo la prima e dovremmo vedercela nientemeno che con la Spagna: potete immaginare la loro voglia di rivincita. Arrivare davanti a Iniesta e soci non sarà insomma una passeggiata ed è un peccato questa formula perché di solito per le “grandi” d’Europa raggiungere il Mondiale non è certo una scalata dell’Everest. D’accordo le migliori seconde (8 su 9) vanno agli spareggi e almeno quelli dovrebbero essere garantiti visto che nel girone abbiamo squadre discrete ma non fenomeni (Albania e Israele su tutte), ma poi ne passano solo 4 e dunque ci si gioca tutto in una sfida andata e ritorno.
Nelle ultime 14 edizioni ci siamo sempre qualificati: un peso non da poco sullo stomaco di Ventura.
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