Vergani, Kraja e Milani: la linea verde funziona

26 Settembre 2022

A Foggia in gol i tre baby arrivati in estate, il Delfino ha una media età di 24,6 Catanzaro e Crotone sono più esperti, ma il Pescara di Zeman vinse coi giovani

PESCARA . Giovani e… vincenti. A Foggia l’esperto Facundo Lescano (26 anni) ha aperto le danze, poi i terribili baby biancazzurri si sono presi la scena. Un difensore, Lorenzo Milani, un centrocampista, Erdis Kraja, e un attaccante, Edoardo Vergani (64 anni in tre), firme inattese del magnifico poker rifilato dal Pescara ai rossoneri. Una serata da sogno che ha mandato in estasi i tifosi pescaresi, costretti a gustarsi in tv il capolavoro dell’undici di Alberto Colombo a causa del divieto di trasferta imposto dalle autorità. La linea verde. Nel post partita, proprio il tecnico non ha nascosto la soddisfazione per l’ottimo contributo offerto dalla linea verde allo stadio Zaccheria. «Giochiamo stabilmente con cinque under», le parole di Colombo, «e quando vediamo i giovani crescere così velocemente siamo tutti felici. Grandi meriti ai 'vecchietti' che li aiutano molto». In effetti, scorrendo le statistiche relative alle prime cinque giornate di campionato, i 20 calciatori impiegati finora dall’allenatore brianzolo hanno un’età media di 24,6 anni, la quinta più bassa dell’intero girone dopo quelle di Messina, Andria, Taranto e Potenza.
Sorride anche la società, non solo per il cosiddetto “minutaggio” (più i giovani giocano e maggiore è il contributo economico della Lega), ma, soprattutto, per aver ricevuto in breve tempo la conferma di aver ingaggiato ragazzi di indubbio valore. Alcuni sono arrivati in prestito (Saccani, De Marino, Kraja, Gyabuaa, Desogus), altri invece a titolo definitivo. Tra questi Milani, Germinario e, soprattutto, Plizzari e Vergani. Il primo scuola Milan, il secondo cresciuto nell’Inter, due promesse del calcio italiano che hanno scelto Pescara per rilanciarsi dopo alcune stagioni difficili. Sono loro, secondo gli addetti ai lavori, i colpi principali messi a segno dal ds Delli Carri, che ha saputo costruire un organico competitivo e ben assortito, riuscendo anche a patrimonializzare con investimenti contenuti e oculati.
I margini di crescita. Essendo così giovane, si presume che la squadra abbia margini di crescita notevoli. Per il momento Catanzaro e Crotone sono le principali candidate al primo posto, tocca alle due calabresi caricarsi la responsabilità di dover vincere il campionato. Tuttavia, se nelle prossime settimane il processo di valorizzazione avviato da Colombo dovesse proseguire su questa falsariga, beh, a quel punto, probabilmente il Pescara potrebbe davvero lottare per la promozione diretta contro le due corazzate del girone C. Oltre ad avere rose di qualità, Catanzaro e Crotone possiedono un bagaglio di esperienza maggiore rispetto a quello del Delfino.
Eppure, in passato il Pescara ha quasi sempre vinto campionati a sorpresa con organici formati da tanti giovani. Esempi? Nel 1986-87 con Galeone i biancazzurri vennero ripescati in B e partirono in ritiro con molti giocatori della Primavera (Gatta, Camplone, Bergodi, Dicara, Marchegiani, Mancini e altri). Alla fine fu Serie A. Oppure il Delfino di Zeman del 2011-2012, indimenticabile annata con Verratti, Immobile e Insigne che all’epoca avevano rispettivamente 19, 21 e 20 anni. Intanto, la vetta è più vicina, ora il Pescara di Colombo è a -1 da Crotone e Catanzaro. I fuochi d’artificio sono appena iniziati.
Giovanni Tontodonati