Vergani sembra un altro: «Merito del mister»

2 Settembre 2024

Ferraris al primo gol da professionista: «Quasi un sogno, gol all’esordio e corsa sotto la curva Nord»

PESCARA. Neanche la ventata d'entusiasmo per l'inatteso quanto prezioso successo di Terni regala un sorriso al cassiere biancazzurro. Ma davanti ai soliti noti, 4400 irriducibili, i ragazzi di Baldini alla fine hanno dato torto agli assenti. Torto marcio, perché pur con un inizio sofferto, e nonostante il pari quasi beffardo finale, la squadra ha regalato un match a tratti addirittura entusiasmante, se non per finezze tecniche almeno per atteggiamenti e volontà. E il volto di Andrea Ferraris, 21 anni, al primo gol da professionista, ne rappresenta la veritiera fotografia. «Sono felicissimo, quasi un sogno, gol all'esordio e corsa sotto la curva. Com'è andata l'azione? Sinceramente manco lo ricordo bene, però so che il mister in settimana mi aveva detto di fare certe cose e che se le facevo bene avrei giocato e pure segnato. Ecco sono felicissimo per questo», aggiunge l'ex Monza, «e sinceramente amareggiato per la beffa finale, un gol che potevamo evitare, ma che non cancella una bella prestazione, che credo abbia soddisfatto anche il pubblico». I tifosi hanno certo gradito, tanto entusiasmo per un pari era molto che non si vedeva all'Adriatico-Cornacchia. Qualcuno s'è pure scordato di "salutare" il presidente. E ora? L'appetito viene mangiando, una maglia da titolare... "Sono qui, a disposizione, pronto a fare tutto per questa squadra e questi tifosi, sul ruolo decide il mister" conclude un Ferraris felice fin quasi al disorientamento. Altri volto bello della serata, quello di Edoardo Vergani. Bomber ancora senza gol, ma forse più determinante di qualche marcatore. Da dove arriva questo nuovo Vergani da applausi a scena aperta? «Da una preparazione finalmente senza inconvenienti, da mesi di lavoro intenso e dalla fiducia del tecnico, che forse è più importante di tutto». C'è dunque Baldini dietro la metamorfosi. Come? «Semplicemente perché mi fa sentire utile, apprezzato, mi dice di non essere ossessionato dal gol e giocare con i compagni». E così si mette lo zampino in entrambe le reti. «Si anche così. Anche se sul primo ero abbastanza arrabbiato perché avevo perso palla, ma ci ho creduto e l'ho ripresa e ho tirato forte. Poi Andrea ha concluso». E il secondo? Quasi allo scadere, 30 metri di corsa, sembrava palla persa... «Avevo voglia e gamba, l'ho recuperata e l'ho data a Cangiano». Detto così sembra perfino troppo facile. E infatti i tifosi sono ancora lì ad applaudire. E forse qualche assente cambierà idea...
Walter Nerone