Verratti: il mio 2014 da favola

«Arrivare a certi livelli è dura, restarci lo è ancora di più. La nascita di mio figlio l’emozione più bella»
PESCARA. Basta poco per regalare un momento di felicità ai bambini. Basta la visita di un campione del calcio per illuminare il loro volto con un sorriso. E Marco Verratti lo sa. Per questo motivo ieri è andato a fare di persona gli auguri di Natale ai bambini dell'Agbe (associazione genitori bambini emopatici) di Pescara, in via Passo della Portella: portando loro dei palloni e autografandoli. Foto ricordo e pacche sulle spalle, il centrocampista di Manoppello si è prestato a soddisfare le richieste dei bambini meno fortunati. Con lui anche i ragazzi dell’Amatori basket (serie B), ma, ovviamente, l’ovazione all’arrivo è stata tutta per il folleto di Manoppello.
L'occasione è stata utile anche per fare un bilancio dell'anno che calcisticamente parlando si è già chiuso. «E' stato un 2014 positivo», ha detto il 22enne regista del Paris Saint Germain, terzo in classifica nella Ligue 1 dietro alla capolista Marsiglia di Bielsa e al Lione, «sia sul piano calcistico che personale. La nascita di mio figlio Tommaso è stata l'emozione più bella della mia vita. E poi è andata abbastanza bene sia con il Paris Saint Germain (vittoria del campionato 2013-2014 e gol in Champions League, ndr) che con la Nazionale. Arrivare a certi livelli è difficile, confermarsi lo è ancora di più».
Già, l'Italia: Verratti non riesce a trovare spazio con continuità in maglia azzurra nonostante sia stato uno dei pochi a salvarsi dal fallimento dei Mondiali in Brasile. «Il mister Conte ha le sue esigenze in funzione del modulo di gioco, io ho solo il dovere di recepire i suoi dettami e di metterli in pratica. Farò di tutto per conquistare più spazio in Nazionale. Lavorerò tanto perché tengo alla maglia azzurra».
Il 2014 è stato anche l'anno in cui ha allungato il contratto con il Psg, ora in scadenza nel 2019. Guadagna circa 3 milioni di euro all’anno. Un'operazione necessaria perché sia il Real Madrid che il Bayern avevano messo gli occhi addosso a Verratti. «Mi trovo bene a Parigi», ha spiegato. «E a oggi non ho alcun motivo per vedermi lontano dal Psg. Poi, chiaramente, nel calcio può accadere di tutto. Ma non ho nient'altro per la testa al momento».
Zeman esonerato dal Cagliari, se l'aspettava? «No, ma, si sa, nel calcio quando le cose vanno male è sempre l'allenatore a pagare. Mi dispiace per il mister».
E il Pescara? Verratti ha parole da tifoso per la squadra che l'ha lanciato nel grande calcio. «Il presidente Daniele Sebastiani lo sento spesso al telefono. Il Pescara lo seguo sempre con affetto. La serie B è un campionato difficile, non lo scopro io. Bisogna avere continuità di rendimento, è fondamentale. Io sono dell'avviso che non tutto è perso. C'è tempo e modo per risalire la china in classifica. I biancazzurri hanno i mezzi per agganciare la zona play off e una volta arrivati agli spareggi può accadere di tutto».
E, infine, Pescara. «Mi manca tutto. È la mia città e anche se sono andato in uno dei posti più belli del mondo, quando posso, torno a salutare amici e famiglia». A Verratti mancano anche gli arrosticini: «Dopo un anno che ero senza, mi sono attrezzato e così ho rimediato una fornacella che mi permette, quando qualche amico porta a Parigi gli arrosticini, di poterli mangiare».
Nel frattempo si godrà Natale in famiglia. «A Manoppello a casa di mia nonna».
@roccocoletti1
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