Verratti: io, Di Campli e quel passo d’addio al Psg

22 Ottobre 2017

Il centrocampista pescarese rompe il silenzio: «A Parigi sono felice. Raiola? Consigliato da Ibrahimovic»

PESCARA. È tornato a parlare dopo un lungo silenzio. Estate movimentata quella di Marco Verratti, centrocampista pescarese del Psg. Il 24enne di Manoppello è finito sotto i riflettori per il possibile passaggio al Barcellona. Un tira e molla che non è piaciuto al club parigino, che si era irrigidito parecchio nei confronti dell’ex Pescara.
Alla fine chi ci ha rimesso è stato il suo ex agente, Donato Di Campli, che dopo il periodo estivo è stato “scaricato “ da Verratti, il quale è passato nella scuderia di Mino Raoiola. «Sarò sincero», dice Verratti a L’Equipe, «per la prima volta in cinque anni mi sono chiesto se rimanere qui. Ma mi hanno rassicurato sul progetto e sulle ambizioni, vincere qualcosa col Psg sarà sempre diverso che altrove e sto benissimo a Parigi», Verratti, che sta per diventare padre per la seconda volta, torna sulla sua turbolenta estate che lo ha visto quasi sul piede di guerra con la società francese. Il Barça lo aspettava a braccia aperte e la tentazione di andare via è stata forte. «La verità è che la scorsa stagione abbiamo vissuto dei momenti complicati, ci veniva chiesto di vincere tutto ma abbiamo avuto a che fare con avversari che erano più squadre di noi. Fossi andato via, c’erano club pronti a pagare 100 milioni di euro per il mio cartellino e io avrei guadagnato molti più soldi. Anche Neymar avrebbe guadagnato di più andando al Manchester City o al Chelsea, non ha firmato per il Psg per soldi ma per il progetto e lo stesso vale per me». Verratti ammette anche che «non mi aspettavo di passare un’estate così. Sono successe molte cose che non mi sono piaciute, compreso il comportamento delle persone al mio fianco, che hanno pensato a se stesse e non a me. Non ho mai detto al Psg: voglio andarmene». Il destinatario di questa affermazione sembra essere Donato Di Campli, l’agente con cui ha rotto e che a inizio luglio aveva definito Verratti “prigioniero del Psg”. L’avvocato di Lanciano, contattato dal Centro, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. «Raiola lo conoscevo perché era l'agente di Ibrahimovic. La sola cosa che gli ho detto era di non finire più sui giornali. Ha esperienza e buoni rapporti con i club. E mi è stato consigliato da Zlatan. Nel calcio e fuori ogni volta che ho ascoltato Zlatan ho fatto la scelta giusta». E Su Di Campli, aggiunge: «Mi sono ritrovato in una situazione difficile. Non capivo cosa succedeva. E' stata dura perché Di Campli era come un padre per me. Con il tempo, spero che ritroveremo una relazione normale».
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