Vettel da urlo, la Ferrari torna grande

30 Marzo 2015

Il tedesco erede di Shumi batte i “mostri” della Mercedes e dopo 676 giorni riporta al successo la Rossa di Maranello

Dal sogno alla realtà. Sebastian Vettel riporta la Ferrari alla vittoria a quasi due anni dall’ultimo trionfo, nel Gp di Spagna del 12 maggio 2013 con Alonso.

Il tedesco, che già fa sognare i cuori ferraristi per tutte le similitudini che lo legano al connazionale Michael Schumacher, azzecca la giusta strategia (quella delle due soste) e con una gara perfetta fa diventare più umane le Mercedes, costrette ad accontentarsi del podio con Lewis Hamilton sempre davanti al compagno Nico Rosberg.

Grande corsa anche di Kimi Raikkonen che parte male, buca una gomma, ma riesce a rimontare dall’ultimo al quarto posto grazie anche all’aiuto della safety-car entrata in pista all’inizio del Gp della Malesia per l’incidente alla Sauber di Marcus Ericsson. Lo stesso che il sabato in qualifica aveva ostacolato il finlandese impedendogli l’accesso nella top ten della griglia.

E così nella sua seconda gara alla guida di una monoposto di Maranello, Vettel riesce a regalare una domenica tutta Rossa ai tanti cuori ferraristi incollati alla tv.

Un exploit degno del miglior Schumacher, che già fa sognare in chiave Mondiale, grazie ad una SF15-T che sul “circuito forno” di Sepang si è dimostrata più dolce delle Mercedes nel rapporto con le gomme e praticamente alla pari nel passo gara.

Una vittoria maturata già nelle prime fasi della corsa quando il tedesco della Ferrari ha deciso di non copiare le Mercedes subito al pit-stop dopo l’ingresso della safety-car per l’uscita di pista di Ericsson. Decisione che ha lanciato Vettel al comando con pista libera e con gomme medie a inanellare giri veloci su giri veloci.

Le Frecce d’argento sono rimaste spiazzate e non sono riuscite a recuperare il tempo perduto all’inizio dietro alle vetture che non avevano scelto di fermarsi. Il resto lo ha fatto Vettel non sbagliando niente con una guida pulita capace di accarezzare le gomme su un asfalto rovente come solo la Malesia sa rendere.

A completare la rinascita delle Ferrari la bella rimonta di Raikkonen che, dopo la ramanzina di sabato del team principal Maurizio Arrivabene, è riuscito a ribaltare la situazione negativa i cui si era cacciato al semaforo verde partendo dalla undicesima posizione. Senza fare più errori il finlandese è tornato l’Ice man del 2007 rimontando fino al quarto posto e mettendosi dietro con facilità sia le Red Bull che le Williams.

Il tutto per una calda giornata da ricordare in Malesia nel segno della Ferrari, con Vettel al settimo cielo per il suo primo trionfo a Maranello.

«Mi sentite? Mi sentite? Grazie mille ragazzi, grazie, grazie, grazie, daiiii, forza Ferrari. Ferrari is back (la Ferrari è tornata)» le urla via radio dall'abitacolo del tedesco nato ad Heppenheim 27 anni fa e che, non appena vinta la sua prima corsa con la Rossa, è andato a sfiorare con la SF15-T il muretto del box per rendere onore ai suoi meccanici del capolavoro fatto a Sepang.

«Sono felicissimo, l'atmosfera è strepitosa» aggiunge il pilota tedesco parlando sul podio dove riceve le congratulazioni sincere di Hamilton e Rosberg «li abbiamo battuti in una gara normale. È una giornata davvero speciale che porterò sempre con me».

E con sé Vettel porterà per sempre i ricordi dei trionfi di un certo Schumi, quando l’ex Red Bull era ancora bambino: «Mi ricordo il mio primo giorno a Maranello, io che da bambino sognavo di guidare quella macchina guidata da Michael Schumacher. Era il mio mito» conclude il pilota tedesco della Ferrari «e oggi guido la sua macchina, è incredibile».

Una Rossa che grazie ai progressi aerodinamici e prestazionali fatti in inverno e alla classe indiscussa del quattro volte campione del mondo è tornata a vincere dopo 676 giorni battendo i mostri della Mercedes.

Gennaro Gentile

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