«Via a malincuore, voglio far gol lunedì»

21 Aprile 2017

Il bomber del Pescara ritroverà la Roma in cui è cresciuto

PESCARA. Otto gol realizzati in campionato, lo stesso bottino, per intenderci, di attaccanti del calibro di Dybala, Keita, o Quagliarella. La più che positiva stagione del grande ex Gianluca Caprari è andata nella direzione opposta rispetto a quella percorsa dal Pescara, ultimo in classifica e ormai condannato alla retrocessione, quando mancano ancora sei gare al termine. Un quadro difficile da analizzare, soprattutto per quelle che erano le premesse di iniziò stagione. «Purtroppo le cose sono andate come sappiamo», esordisce l'attaccante. «Eravamo partiti bene, nelle prime sei, sette partite avevamo fatto vedere cose interessanti. Poi ci sono mancati dei punti in alcuni match chiave. Adesso però dobbiamo pensare a salvare l'onore. Con Milan, Empoli e anche con la Juve abbiamo dimostrato di essere ancora sul pezzo e questo dev'essere lo spirito da portare avanti fino a fine stagione, per regalare qualche soddisfazione ai nostri tifosi».

Lei c'era anche quattro anni fa. Vede delle analogie tra i due campionati?

«Onestamente no. Quest'anno ci hanno condannato i risultati dopo una buona partenza. Siamo un gruppo giovane che ha accusato, forse troppo, i momenti negativi».

Prima ha detto di voler chiudere l'annata con onore, obbiettivo non semplice perché dopo la Juve arriva la Roma. Cosa rappresenta questa sfida per Caprari?

«Non è una partita come tutte le altre. Sono arrivato alla Roma all'età di 10 anni e lì ho fatto tutta la trafila con le giovanili. Fin quando il club non ha preso le sue decisioni e le nostre strade si sono divise».

Sedotto e abbandonato? «Abbandonato sì. Ma è storia passata. Oggi appartengo ad un'altra squadra e sono felice così».

Va detto però che i giallorossi la ispirano. Già 2 reti segnate contro di loro tra questo campionato è quello di quattro anni fa.

«Sì, è vero. Spero di far gol anche lunedì sera».

Da ex, guardando la situazione al di fuori, cosa manca alla Roma per provare a vincere lo Scudetto?

«Penso che il problema più grande si chiami Juventus. Fin quando i bianconeri riusciranno a mantenersi su questi livelli sarà difficile per chiunque avvicinarsi, specie se si perdono punti pesanti con le cosiddette piccole. Cosa che purtroppo alla Roma capita».

A dispetto dei sui 23 anni, appare una persona piuttosto navigata. Ma pensa di avere la stessa maturità per giocare in un club come l'Inter (proprietaria del cartellino)?

«Me lo auguro. Certo non vorrei commettere lo stesso errore fatto quattro anni fa, quando tornai a Roma convinto di poter giocare e invece così non fu. Il mio obiettivo è quello di giocare, crescere e migliorare. Se lo potrò fare con la maglia dell'Inter sarò la persona più felice del mondo».

Quel che è certo è che da giugno non vestirà più la casacca del Pescara.

«Non nascondo il mio dispiacere. Qui ho vissuto sei anni bellissimi, fatti di emozioni che porterò sempre con me. Speravo di andar via in maniera diversa, questo sì. Vi lascio Zeman (sorride), lui è una garanzia per ripartire».

Sul boemo non ci piove. Ma quanto è stato importante Oddo nel suo percorso di crescita?

«Molto. Appena è arrivato ho capito subito che mi voleva bene. Mi ha dato diverse opportunità in campo e tanta considerazione fuori. Devo ringraziarlo».

Intanto lunedì sera incrocerà nuovamente Francesco Totti. Lei che ci ha giocato insieme, ce lo può raccontare?

«Ero molto giovane ai tempi. Cosa dire, ha dimostrato tutto il suo valore e ancora oggi continua a farlo. Gli bastano dieci minuti per far vedere cosa sa fare. E fuori dal campo è una persona eccezionale».

Per chiudere, con la Roma storia finita o mai dire mai? «No, storia finita. Sono un giocatore dell'Inter».

Adriano De Stephanis

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