Via Epifani, all’Aquila torna Cappellacci

Il tecnico esonerato dopo la vittoria a Fano, la società richiama il protagonista del salto dalla Prima categoria all’Eccellenza
L’AQUILA. Il cielo di Fano, alle 16,30 di ieri, non era assolutamente sereno, ma il fulmine di stamattina caduto in terra aquilana è stato sicuramente inaspettato. A Massimo Epifani non è bastato vincere la terza gara esterna (la quarta in generale) in un campo difficile come il Mancini per salvare la panchina: al suo posto torna Roberto Cappellacci, già alla guida dei rossoblù dal 2018 in Prima categoria al 2021 in Eccellenza.
Evidentemente la panchina di Epifani aveva perso la sua stabilità già domenica scorsa, in modo definitivo. La società rossoblù, malgrado la buona prova e i tre punti portati a casa contro l’Alma Juventus di Scorsini, aveva già deciso di non parlare e di non portare i propri tesserati in sala stampa dove gli addetti ai lavori desideravano ascoltare le impressioni dell’ormai ex tecnico aquilano. Di certo non ci si aspettava un dominio assoluto con un risultato roboante ma la vittoria, con diverse note positive sotto l’aspetto tecnico, tattico e mentale, non lasciava sicuramente presagire una decisione del genere. Probabilmente, la goccia decisiva è stata quella caduta nel vaso aquilano dopo il match col Roma City, quando l’amministratore Bernardini si è presentato in sala stampa per preservare un allenatore stremato psicologicamente dopo l’ennesima delusione sportiva casalinga. Il dubbio che aleggia, ovviamente, è scontato: perché farlo dopo il match col Fano (addirittura vittorioso) e non dopo il pari casalingo coi laziali? In tanti hanno pensato ai pochi giorni disponibili per il nuovo arrivato, visto appunto il turno infrasettimanale giocato mercoledì. Ma è pur vero che tra ieri e domenica, quando L’Aquila tornerà a giocare col Sora, Roberto Cappellacci avrà lo stesso lasso di tempo a disposizione per preparare la gara. E allora ci sono già tanti tifosi che iniziano a pensare a un esonero programmato (il silenzio stampa deciso in anticipo ne è la conferma?) che aveva forse bisogno, almeno per la società, di tempi più maturi per essere ufficializzato.
Mercoledì, a fine gara, i volti sembravano più distesi o almeno meno cupi rispetto alla gara di tre giorni prima e neanche gli stessi giocatori potevano immaginare un risveglio così traumatico come quello di ieri. Indubbiamente, per molti è stata una notizia dolorosa: non va via solo un allenatore ma anche e soprattutto un uomo che ha condiviso lo spogliatoio e tanti mesi di vita con i calciatori protagonisti della vittoriosa annata sportiva passata. Massimo Epifani, infatti, l'anno scorso è riuscito in quello dove altri hanno fallito: vincere il campionato di Eccellenza, cosa non semplicissima e scontata soprattutto all’Aquila.
Ieri è cominciato il Cappellacci 2.0 dopo l’esperienza iniziata nel 2018 e terminata nel maggio del 2021 col tecnico nato a Giulianova (classe 1966) capace di vincere due campionati consecutivi e portare i rossoblù fino al massimo campionato regionale.
«Prime sensazioni direi normali», esordisce Cappellacci nella presentazione ufficiale dopo l’allenamento di ieri, «in quanto non conosco la squadra dal punto di vista dell’allenatore, ma in alcune occasioni ho visto i ragazzi all’opera. So che è una squadra costruita per obiettivi importanti ed evidentemente in questo momento la società non ha avuto una giusta sintonia con l’attuale posizione in classifica. Il mio obiettivo è migliorarla sotto alcuni aspetti e ovviamente spero di riuscire a centrare l’obiettivo al più presto visto che sono venuto per questo. La società è ambiziosa», continua il tecnico, «ma poi le difficoltà sono dietro l’angolo e certi obiettivi possono trovare ostacoli. Bisogna lavorare e con l’aiuto dei ragazzi cercherò di ripagare una società vogliosa di toccare livelli importanti, tutti possono migliorare e noi cercheremo di farlo in tempi brevi. Io darò il mio contributo ma meglio pensare alle cose più immediate senza appunto porci obiettivi futuri, altrimenti faremo del male a squadra e società».
Lorenzo Valleriani
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