Vialli lascia la Nazionale: devo battere il tumore

15 Dicembre 2022

Il capodelegazione azzurro: «Mi fermo per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia»

ROMA. Un nuovo, duro, passaggio per Gianluca Vialli, 58 anni, e la sua lotta contro il tumore che lo perseguita da anni, e che affronta con coraggio e sincerità. In una nota, il campione e capodelegazione dell’Italia ha annunciato che sospende i suoi impegni professionali per «utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia». Una decisione presa «al termine di una lunga e difficoltosa 'trattativa’ con il mio meraviglioso team di oncologi», scrive Vialli ai suoi tifosi ed estimatori «in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi. Un abbraccio». Al drammatico annuncio ha subito risposto il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, secondo cui Vialli «è un protagonista assoluto della Nazionale italiana e lo sarà anche in futuro. Grazie alla sua straordinaria forza d'animo, all'azzurro e all'affetto di tutta la famiglia federale, sono convinto tornerà presto. Può contare su ognuno di noi, perché siamo una squadra, dentro e fuori dal campo». Era stato proprio lui, nel novembre 2018, a rivelare significativi progressi dopo la diagnosi di un cancro, un intervento chirurgico e il trattamento successivo. «Sto meglio», aveva raccontato, «ma sono curioso di come andrà a finire». Quando l'anno successivo venne chiamato all'incarico federale, definì il suo male «un compagno di viaggio indesiderato», aggiungendo poi che «devo andare avanti a testa bassa». E non c'è dubbio che un ruolo importante lo abbia giocato la sua presenza accanto a Roberto Mancini, e la sua forza morale nello staff azzurro, nella vittoria della nazionale ai Campionati europei dello scorso anno. L'abbraccio e il pianto liberatorio tra i due ex 'gemelli del gol' sampdoriani al termine della finale di Wembley resta un'immagine a suo modo storica. In moltissime apparizioni pubbliche e sui media, Vialli ha sempre fatto riferimento alla malattia, e all'eventualità della morte: «La malattia», aveva detto, «non è esclusivamente sofferenza: ci sono momenti bellissimi. La vita, e non l'ho detto io ma lo condivido in pieno, è fatta per il 20% da quello che ti succede ma per l'80% dal modo in cui tu reagisci a quello che accade. E la malattia ti può insegnare molto».