Vino e arrosticini protagonisti sul Blockhaus

15 Maggio 2017

Oltre 20mila persone all’arrivo di tappa sulla Majella Tanti tifosi lungo le strade già alle prime luci dell’alba

PRETORO. La montagna da un lato, con le sue cime ancora innevate, a raccontare uno degli inverni più difficili da queste parti. La costa dall'altro, colorata dall'azzurro del mare che annuncia l'estate alle porte. In mezzo, sulle strade della Majella, un fiume di persone, oltre 20.000, baciato dal sole e spinto verso la cima dalla passione per le due ruote. In questo modo l'Abruzzo accoglie dal profondo del suo cuore la carovana Rosa del Giro d'Italia, edizione numero 100.
Le difficoltà logistiche per raggiungere il Blockhaus, sede dell'arrivo, non fermano le migliaia di appassionati, accalcati dalle prime luci dell'alba lungo la strada che porta in cima. E non solo, perché tanto pubblico si vede anche lungo la costa dei Trabocchi, a Chieti, a Manoppello, insomma in ogni angolo toccato dalle biciclette. Il clou però, come in ogni tappa di montagna, si raggiunge sul Blockhaus.
Gli ultimi chilometri della durissima ascesa da Roccamorice a Mammarosa sono una vera festa dello sport. A farla da padrone, e non poteva essere altrimenti, arrosticini, fornacelle, montepulciano e genziana, il marchio di fabbrica del popolo abruzzese.
Chi ha dormito qui, nella marea di camper arrivati fin dal venerdì sera, si è svegliato con il profumo di carne alla brace ben riconoscibile già dalle 10.
Gli altri sono accolti da una colazione diversa, tipica, folkloristica. Uno dei primi a raggiungere la sede dell'arrivo è Adriano De Patre di Notaresco, da oltre 60anni al seguito del Giro d'Italia con l'inconfondibile cinquecento rosa: «Venerdì sera ho portato qui il camper, stamattina (ieri, ndc) sono partito insieme ad un gruppo di venti persone. Abbiamo mille arrosticini, da offrire a chi vuole, perché noi siamo forti e gentili, salsicce e un fusto di birra portato su in seggiovia».
Del resto bisogna trovare il modo per attendere l'arrivo e si sa, intorno alla tavola, o in questo caso stesi sul prato verde, il tempo passa più velocemente. Tanti sostenitori per i tre protagonisti abruzzesi, Cataldo, Ciccone e Fonzi, così come per i più attesi Nibali e Quintana.
A legarli il pensiero allo sfortunato Michele Scarponi, lui che avrebbe dovuto essere uno dei protagonisti della tappa. Striscioni, scritte sull'asfalto, cori, applausi e un pizzico di commozione accompagnano il ricordo dell'Aquila di Filottrano, un amico del Giro impossibile da dimenticare. E il sempre fedele "Garibaldi", lui che da una vita segue con la sua simpatica vettura ogni singola tappa della corsa Rosa.
Non manca nessuno. Allora si parte. Lo start a Montenero di Bisaccia. È un attimo e gli occhi vengono immediatamente calamitati dai maxischermi, che alle 16 annunciano il ricongiungimento del gruppo con i fuggitivi.
La tappa è pronta ad entrare nel vivo. Subito dopo le immagini vanno su Nibali, ovazione generale. L'incitamento dei tifosi accompagna ogni singola mossa dei cinque che si giocano la tappa, fin quando Nairo Quintana rompe gli indugi e va a concretizzare l'azione personale.
L'arrivo in solitaria del ciclista della Movistar viene sommerso dall'effetto della gente. Un gruppetto di colombiani, colorati e rumorosi, con tanto di bandiere e vestiti di giallo, attende il podio del loro beniamino. Eccolo uscire, mentre gli mettono addosso la maglia Rosa appena conquistata.
Poi spazio alla festa del podio. Coriandoli e champagne concludono in bellezza una giornata da consegnare alla storia dello sport, ma non solo, della regione Abruzzo. Il Blockhaus ha fatto la sua parte, doveva scoprire le carte in tavola e ci è riuscito. Si ripartirà domani con la crono umbra, fino alla passerella di Milano. Qui rimarrà il ricordo di un momento che racconteremo a lungo. Arrivederci Giro, ci mancherai.
Adriano De Stephanis
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