Virtus, giovani di qualità nell’agenda del ds Leone

14 Luglio 2015

Il dirigente deve fare i conti anche con i minutaggi per far incassare soldi al club Grassi, Capezzi e Cragno tra gli obiettivi e per l’attacco nel mirino c’è Petagna

LANCIANO. Vecchia guardia e giovani promesse. Un gruppo che si fonde, poggiando sulle solida fondamenta di uomini come Mammarella, Turchi, Amenta, Aridità per citarne alcuni, e che cresce con giovani talenti come Andrea Conti, di cui si aspetta il rinnovo del prestito a giorni.

La Virtus è questa: un mix di giocatori di esperienza e di giovani, anche giovanissimi, che arrivano in città per essere valorizzati, per crescere e, perché no, per essere anche fonte di ricavi, seppur non enormi, per la società. I giovani,quelli dal 1993 in su, infatti, attraverso il minutaggio possono essere “redditizi” per le società. Ma le regole per poter accedere al minutaggio sono diventate più stringenti e complesse. Un coacervo di numeri, percentuali ed età che portano i ds anche a fare i contabili. In teoria in rosa per accedere ai preziosi minuti bisogna avere ragazzi di proprietà dal 1993 in su.

Poi quest’anno, fanno sapere dalla società, ci sono budget diversi se i giocatori sono di proprietà o in prestito con diritto di riscatto. Ad esempio: un calciatore di proprietà classe 1993 come Elio De Silvestro se gioca 90 minuti, ai fini del minutaggio gliene contano 45. I giocatori dal 1994 in su di proprietà, come i neo acquisti Penna, Di Benedetto e Di Francesco, se giocano 90 minuti vengono considerati 90 minuti effettivi e percepiscono il 100 per cento di un budget, che deve essere ancora stabilito. Quelli in prestito con diritto di riscatto dimezzano tempi e percentuali. Esempio: Conti, classe1994 se dovesse tornare e se dovesse giocare 90 minuti gliene verrebbero riconosciuti 45 col minutaggio e pagati al 50%. Alla fine delle partite e poi della stagione si tirano le somme e i soldi vengono divisi tra tutte le società che hanno fatto scendere in campo i propri giovani.

La Virtus lo scorso anno non ha aderito appieno al minutaggio. Ha sì portato a Lanciano e fatto giocare giovani di talento come Alberto Cerri, 18 anni, Marco Pinato, 19 anni, Andrea Conti, 20 anni, come Gaetano Monachello, ma vuoi per infortuni o per scelte tattiche, non li ha sfruttati appieno.

«Lo scorso anno abbiamo fatto investimenti diversi», ha detto alcuni giorni fa al Centro il vice presidente Guglielmo Maio, «su diversi giocatori 1992, 1991, vedi Thiam, Gatto, che sono stati esclusi dal minutaggio. Invece quest’anno puntiamo sui 1994/95; diamo spazio ai giovani».

Che portano, dicevamo, anche soldi. Due anni fa col minutaggio spinto al massimo la Virtus ricavò circa 800 mila euro, soldi che reinvestì nel mercato. Da qui la necessità di puntare gli occhi sui giovani. Nomi che vanno a infoltire il taccuino già pieno del ds Luca Leone. Ci sono, e questi sono attesi, il terzino destro Andrea Conti, 1994 e il centrocampista Alberto Grassi 1995 dall’Atalanta (Grassi è partito per il ritiro con i nerazzurri, Conti invece no, ndc). Sempre a centrocampo si guardava Leonardo Capezzi, 1995 della Fiorentina che pare più lontano. In porta – fermo restando l’obiettivo Nicolas dal Verona – c’è il nome da giorni di Alessio Cragno, classe1994, che il Cagliari intende tenere come secondo di Storari, ma che vuole giocare ed è richiesto, oltre che dal Lanciano, da Trapani, Livorno e Modena. In attacco si fa il nome di Andrea Petagna, classe 1995, del Milan che però ha vissuto una stagione travagliata lo scorso anno, per un infortunio, tra Latina e Vicenza. Ci sono Doudou Magni 1993, atalantino anche lui, e Roberto Inglese del Chievo che però è richiesto anche da Latina e Novara.

Teresa Di Rocco

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