Virtus, il futuro è adesso si ripartirà da D’Aversa?

Lanciano salvo, si pensa al prossimo torneo e il club vuole blindare il tecnico
LANCIANO. Chiuso finalmente il capitolo salvezza, la Virtus Lanciano può iniziare a guardare al futuro. Per il calciomercato è presto, ma intanto il club rossonero deve scampare il totoallenatore. Roberto D’Aversa ha sì sottoscritto un triennale a inizio stagione, ma nelle due ultime estati c’è sempre stato qualcosa che ha pesato più di quello era stato messo nero su bianco. Sia Carmine Gautieri sia Marco Baroni, predecessori di D’Aversa, per vari motivi hanno infatti preferito fare altre scelte, nonostante ci fosse l’accordo per il bis.
Viene da sé che stavolta, prima di darla per certa, si aspetta la conferma dal diretto interessato. «Bisogna concludere quest’anno in bellezza, e poi bisogna parlare e progettare»: sono le parole testuali pronunciate da D’Aversa nella conferenza stampa precedente la trasferta a Carpi, quando l’allenatore non aveva ancora in tasca la certezza matematica della salvezza. Ma ora i frentani non hanno più nulla o quasi da chiedere a questo campionato: se le bocce non sono completamente ferme poco ci manca, per cui il sodalizio rossonero può cominciare a programmare.
L’ex capitano resterà ancora sulla panchina del club con il quale ha chiuso la carriera da calciatore? Il trend dei tecnici virtussini in Serie B dice l’opposto. Ma in attesa delle dichiarazioni ufficiali, al momento gli indizi fanno propendere per il D’Aversa bis. Dall’esterno il rapporto tra dirigenza e tecnico appare forte, come ha ribadito anche la presidentessa Valentina Maio intervenendo nelle scorse settimane in una trasmissione televisiva: «È stato il mio giocatore, il mio direttore tecnico e oggi è il mio allenatore, è un grande amico e con lui e tutta la famiglia ho un rapporto bellissimo: se dovesse andare via Roberto potrebbe essere la delusione più grande», ha affermato la Maio che, poco prima, aveva ricordato l’epilogo della rescissione contrattuale con i tecnici precedenti, e subito dopo ha aggiunto: «Per favore rimani qui che ti faccio il contratto a vita!», rivolto direttamente all’allenatore. Del resto la stima dei Maio per l’ex centrocampista non è cosa recente: la società, nonostante sia arrivato da calciatore a 35 anni, nel 2010 gli ha fatto un triennale. Dal canto suo D’Aversa in pubblico non ha mai nascosto che il sentimento è ampiamente contraccambiato. A breve arriverà il momento di «parlare e progettare», partendo dal contratto che vale altri due anni. Se il capitano della promozione in B lo onorerà fino alla fine, diventerà il quarto allenatore che rimane tre stagioni consecutive sulla panchina della squadra frentana, come in passato hanno fatto Fabrizio Castori all’inizio del decennio scorso, Edmondo Prosperi tra il 1989 e il 1991, e Romeo Legnani a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Escludendo i “ritorni di fiamma”, un biennio sano da tecnico l’hanno trascorso Carlo Florimbi, Bruno Pinna, Gianni Balugani, Armando Rosati, Rinaldo Olivieri e la coppia composta da Walter Pupillo e Dorino Berlinghieri. Che valga la pena di far entrare D’Aversa in questo elenco lo dicono i risultati: ha raggiunto la salvezza tranquilla richiesta, ed è rimasto a lungo in ballo per qualcosa di più nonostante il budget ridotto e una rosa numericamente non ampissima (la Virtus è la squadra che ha schierato meno giocatori diversi nell’arco del torneo).
Nel frattempo D’Aversa, che già fa parte della lista di una dozzina di allenatori che hanno anche giocato nella squadra di Lanciano, da queste parti ha già stabilito il suo record personale di permanenza. Da professionista infatti non si è mai legato tanto a un club, visto che da calciatore ha vestito 14 maglie diverse. Oltre alla Virtus tra il 2010 e il 2013, è rimasto tre campionati solo a Monza (dal 1996 al 1999), ma quattro a Siena (dal 2003 al 2007): dopo tanto girovagare a Lanciano si è fermato per il quinto anno consecutivo, dopo i tre da calciatore, quello da responsabile tecnico, e quest’ultimo da allenatore.
Andrea Rapino
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