Virtus, il procuratore chiede il meno 5

15 Aprile 2016

Rinviata di alcune ore la sentenza per i ritardi nei pagamenti ai calciatori: la Virtus rischia di scendere al terzultimo posto

LANCIANO. Tutti col fiato sospeso. Rinviata di alcune ore la sentenza in merito ai quattro deferimenti a carico della Virtus Lanciano e alle eventuali penalizzazioni ad esse legate. Ma ieri, è comunque arrivata la richiesta di penalità da parte del procuratore federale Giuseppe Chinè, ed è stata una stangata: ben 5 punti in meno. Roba da togliere il fiato. Il tutto alla vigilia di una delicata sfida salvezza, quella di Latina.

Ieri pomeriggio si è discusso dinanzi al Tribunale federale nazionale della Figc del mancato pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2015,e novembre-dicembre 2015, del mancato pagamento, entro il 16 febbraio, degli emolumenti di novembre e dicembre al calciatore Manuel Turchi e, legato al caso Turchi, del deferimento per aver prodotto alla Covisoc delle “dichiarazioni attestanti circostanze e dati contabili non veridici”. Inadempimenti che hanno portato la procura federale a chiedere 5 punti di penalizzazione per il Lanciano, da scontare nella stagione in corso. Nella discussione l’avvocato che rappresenta la società frentana, Eduardo Chiacchio, ha fatto valere le sue ragioni, le valutazioni difensive e dato battaglia soprattutto sulla vicenda Turchi. Ed è questo infatti, l’unico punto sul quale la Virtus può sperare in uno sconto o fare ricorso in appello se il tribunale dovesse applicare una penalizzazione. Una stangata, quella chiesta dal procuratore che, se accolta, farebbe sprofondare i rossoneri in zona retrocessione: al terzultimo posto con 34 punti, un punto sopra il Livorno. Ma non è detta l’ultima parola, bisogna attendere la decisione del Tribunale federale e poi eventuali ricorsi.

Di certo comunque anche la “semplice” richiesta della procura federale non è una bella notizia per la squadra che deve restare concentrata sulla sfida di Latina, deve pensare al campo, lasciando da parte deferimenti e penalizzazioni. Non una cosa facile visto che la sentenza potrebbe esserci oggi o al massimo nei primi giorni della prossima settimana, quando la Virtus avrà due sfide delicatissime contro il Novara e il Cagliari. Bisogna però pensare ad una partita alla volta. Ora c’è il Latina e domani i ragazzi di Maragliulo dovranno tirar fuori cattiveria, grinta e carattere per uscire indenni dal Francioni e dalla sfida contro l’ex Carmine Gautieri che ha portato la Virtus in B e l’ha salvata nel primo campionato cadetto. La squadra ha dimostrato di essere viva e di essere incappata in un momento “no” dovuto soprattutto a problemi legati alla mentalità, alla grinta non di certo per problemi fisici.

«Siamo vivi e crediamo fortemente nella salvezza. Anche due mesi fa tutti ci davano per spacciati e invece...», ha detto il centrocampista Michele Rocca. «Dovremo mettere grande cattiveria nelle partite che affronteremo come nelle precedenti uscite, affrontarle come finali. Contro la Virtus Entella non abbiamo avuto il giusto approccio alla gara», ha continuato Rocca, «è mancata un po’ di cattiveria. Errore da non ripetere contro il Latina. Dobbiamo azzerare tutto e cercare di tornare a qualche settimana fa quando avevamo una cattiveria agonistica diversa».

La Virtus dovrà tirare fuori l’orgoglio, vincere e dimostrare sul campo di meritare la salvezza, superando anche l’ostacolo delle penalizzazioni, oltre che la sfortuna visto che a Latina sarà allarme difesa, senza Aquilanti e Amenta squalificati, con Boldor operato e Rigione che, nonostante la fascite al piede destro, dovrebbe, a fatica, farcela.

Teresa Di Rocco

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