VIRTUS LANCIANO» AMBIENTE IN FERMENTO
LANCIANO. «Pensiamo alla squadra. Mettiamo da parte i rancori contro la società in queste ultime tre partite». «Non possiamo mettere da parte la maleducazione e il gestaccio del vice presidente...
LANCIANO. «Pensiamo alla squadra. Mettiamo da parte i rancori contro la società in queste ultime tre partite». «Non possiamo mettere da parte la maleducazione e il gestaccio del vice presidente Guglielmo Maio a noi tifosi, o le prese in giro del patron che ha detto "andate a giocare a San Vito". Non lo dimenticheremo, perché si tratta di rispetto, ma continueremo a tifare per la squadra della nostra città, fino all'ultimo secondo dell'ultima partita».
Questi i sentimenti dei tifosi frentani nei giorni che precedono la delicata trasferta a Pescara. Il derby come partita spartiacque, che può riunire tutte le anime del tifo lancianese. Società inclusa? I rancori e le remore per quanto accaduto sabato, le rimostranze di parte dei tifosi ai Maio per aver preso le penalizzazioni, ben 7 punti per pagamenti avvenuti in ritardo, poi le offese e il parapiglia del dopo gara con l’Avellino. «Pensiamo alle tre partite rimaste», dice Domenico De Lucia presidente dell'Anxa97, «ci sono 9 punti in palio e sono fiducioso che ci salviamo, anche ai play out, ma bisogna restare uniti, società, squadra e tifosi. Per il derby stiamo allestendo due pullman, 131 posti – alcuni sono ancora liberi – segno che ci crediamo. Mettiamo da parte i rancori».
«Tifiamo per noi, la nostra città e la maglia», fa eco Gabriele Cortese dei Veterani (un bus in allestimento per Pescara), «ma quanto fatto e detto dalla società è una mancanza di educazione da parte di personaggi pubblici chiamati a incassare elogi, ma anche critiche per la posizione che occupano. Se abbiamo delle penalizzazioni non è certo colpa dei tifosi che restano vicini alla squadra. Riconosciamo che siamo in B grazie ai Maio, ma questo non giustifica le offese e la maleducazione».
«Nel bene e nella cattiva sorte con te fino alla morte”. “Società indegna”. Sono i due eloquenti striscioni apparsi ieri durante l'allenamento della squadra al Memmo da parte della Lanciano ultras che riunisce più gruppi. Striscioni che fanno capire che il sostegno alla squadra non mancherà e ci sarà a prescindere da chi guida la società che però «non perdonano». Contestano il fatto che la dirigenza abbia alzato un muro verso i tifosi da questa estate: il caso Iemmello, le cessioni di giocatori simbolo, la conferenza di gennaio in cui anzichè chiarire le cose si è contribuito ad esacerbare gli animi. «Bastava parlare con i tifosi», dicono dalla curva, «non chiudersi e fare gli offesi». No alle offese anche per il gruppo "Lancianesi" che però invita alla calma. «Errori ci sono stati», dice Danilo Di Liberto del gruppo Lancianesi, «forse, da entrambe le parti perché nessuno è immune da colpe. Ma ora è il momento di unirci. Andiamo tutti a Pescara, e sosteniamo la squadra, anche in allenamento. Noi stiamo organizzando due pullman, 104 posti e 16 sono ancora liberi. Unitevi e uniamoci per sostenere una squadra che in campo sta dando l'anima».
La squadra. La Virtus è tornata a lavorare al Memmo dopo i due giorni di riposo visto che si giocherà domenica a Pescara. Tutti a disposizione di mister Maragliulo ad eccezione di Ferrari che ha svolto lavoro personalizzato: il calciatore è uscito anzitempo dal campo sabato per un problema al bicipite femorale della gamba sinistra. Lo staff sanitario valuterà giornalmente le condizioni dell'attaccante rossonero per verificarne i miglioramenti.
Teresa Di Rocco
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