Virtus, tra tante partenze il punto fermo è Aquilanti

Il difensore avrebbe accettato le condizioni dei Maio, anche Di Cecco verso il sì L’Ascoli tratta per avere Mammarella e Bacinovic, Spezia favorito per Piccolo
LANCIANO. Antonio Aquilanti sarà probabilmente ancora un punto fermo della Virtus Lanciano destinata a uscire stravolta dal mercato di gennaio. Il difensore frentano sembra intenzionato ad accettare la richiesta della società, che ha invitato una decina di giocatori con gli stipendi più alti a ridursi l’ingaggio, magari con un prolungamento del contratto. Come Aquilanti, potrebbe restare Domenico Di Cecco, che continuerebbe a rappresentare la vecchia guardia insieme a Gaetano Vastola, Federico Amenta e Manuel Turchi. Inevitabile invece il sacrificio di Antonio Piccolo: il Pescara per lui mette sul piatto soprattutto una contropartita tecnica; lo Spezia è più propenso a dare ossigeno alle asfittiche casse rossonere. Tuttavia i liguri potrebbero rimpinguare l’offerta con un “tassello” a misura di Virtus, come ad esempio il croato Mato Milos (1993), che non rientra nei piani dell’allenatore Domenico Di Carlo. Milos è un esterno destro buono come quinto di centrocampo, e il suo cartellino è del Rijeka, club croato che appartiene sempre a Gabriele Volpi. Lo Spezia inoltre gioca sugli ottimi rapporti tra il procuratore Fulvio Marrucco e il proprio responsabile dell’area tecnica Pietro Fusco, attaccante del Lanciano tra il 1989 e il 1992. A facilitare l’operazione potrebbe essere la scelta di Piccolo di rinunciare alle ultime mensilità: in pratica, anziché incassando, la Virtus guadagnerebbe non versando al giocatore qualche stipendio non ancora corrisposto. Armin Bacinovic ha diverse richieste, tra cui quella dell’Ascoli che preme anche per Carlo Mammarella. L’altro play, Fabrizio Paghera, potrebbe finire al Perugia, ma lo scoglio da superare è l’ingaggio. Per far quadrare il bilancio, una volta sgrossato il monte ingaggi, la Virtus è praticamente obbligata a movimenti in entrata a costo zero, cioè giocatori in prestito pagati dal club di appartenenza. In quest’ottica con l’Atalanta si tenta di riaprire il discorso per Andrea Conti (1994), che dopo un precampionato da protagonista, nonostante le 4 partite titolare con l’Under 21, ha giocato solo un tempo in Coppa Italia a Udine. C’è la sua disponibilità di massima per il ritorno, ma resta da limare l’accordo col club. Altro nazionale Under 21 corteggiato è Daniele Verde (1996), ala destra a “piede invertito”, che la Roma ha prestato al Frosinone, ma che con i ciociari si è dovuto accontentare di una partita da titolare e cinque scampoli di gara. C’è un ritorno di fiamma per il portiere Alessio Cragno (1994), dodicesimo scontento a Cagliari, dove il titolare Marco Storari gli ha lasciato le briciole: giusto due partite si quattro in Coppa Italia. Per Cragno ha bussato pure il Vicenza, proponendo lo scambio con Mauro Vigorito che non ha convinto rossoblù. Ad ogni modo lui vuole partire, anche per non perdere il treno dell’Under 21, e proprio per questo già in estate aveva dato la piena disponibilità a venire a Lanciano. L’alternativa a Cragno è Ionut Radu, rumeno classe 1997 dal 2013 nelle giovanili dell’Inter, che quest’anno ha collezionato 6 presenze nel campionato Primavera e 2 panchine in prima squadra. Tra tanti giovani, spunta anche un “grande vecchio”: un sondaggio infatti è stato fatto per Manolo Pestrin, che con il ds virtussino Luca Leone è stato un pilastro del Lanciano di Castori promosso in C1 nel 2001. Pestrin è in procinto di lasciare la Salernitana, e il clamoroso ritorno comporterebbe un biennale a costi contenuti.
Andrea Rapino
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